Dalla scoperta della sterilità, all'accoglienza adottiva di due figli: un desiderio che non diventa pretesa, affrontare un cammino inedito con pazienza e fiducia, affidando i propri passi al Signore.
Le paure dell'abbandono e il desiderio di essere figli; gratitudine e seconda nascita. I figli di Giulia e Marco ci parlano delle loro esperienze.
Il desiderio di genitorialità e le sfide della sterilità affrontate da Giulia e Marco che ci parlano di come l’amore abbia guidato i loro passi verso l'adozione.
Dall’emozione del primo “parto del cuore” alla nascita di un’associazione: come la fede e la perseveranza hanno guidato la nostra famiglia oltre ogni difficoltà, tra adozione e gravidanze inaspettate.
Dalla sofferenza della perdita alla gioia infinita dell’incontro: la testimonianza di Elisabetta e Valter che ci parla di come l’amore abbia vinto ogni ostacolo.
Scopri come il legame di fede trasforma la “pietra scartata” nel fondamento di una nuova famiglia secondo il cuore di Dio
La relazione si instaura proprio nel «mettere» il mio spirito – l’amore, la speranza, l’attesa, la sofferenza – nella «tua carne»: questo è il momento nel quale avviene la generazione adottiva
L’atto del ricevere è difficile e non è per nulla scontato: comporta per esempio che si accolga ciò che ci è donato, anche se non corrisponde ai nostri desideri
La famiglia disponibile all'adozione non va lasciata sola. Deve avvertire attorno a sé una rete di solidarietà concreta, fatta non solo di complimenti ed esortazioni, ma di tante forme di aiuto e di solidarietà
E mi sei nato, qui, dall’utero del cuore, con tutto il dolore di un parto straziante, ma finalmente gioioso quando ti ho stretto al petto
È la nostra grazia e ne siamo così ricolmi da sprizzare fecondità da tutti i pori, tanto che perfino i nostri corpi attendono, con trepidazione, il lieto evento
Desiderare di diventare genitore, per giunta di un bambino abbandonato, non solo è legittimo, ma è anche la "cosa più bella del mondo"
Mentre lui “nasce” nei nostri cuori, noi nasciamo nel suo e dobbiamo imparare a comunicare con lui fin da ora: nostro figlio è nato e ha già bisogno di noi
L’Avvento è un periodo che, se vissuto appieno e nel suo senso più autentico, aiuta grandi e piccoli ad avvicinarsi al Natale nel modo giusto. Ecco cinque idee che possono rendere l’attesa un momento di riflessione, preghiera e... divertita curiosità
Qualche consiglio pratico per vivere il periodo dell’Avvento facendo spazio alla tranquillità, la riflessione e la preghiera, così da essere davvero pronti quando arriverà la grande festa di Natale
Il mistero della fecondità sterile ha un solo nome: «Sì, ti accolgo», dove in questo «atto» è insita l’adesione a un progetto non ancora svelato, ma già, fin da ora, mio, nostro
Fidarsi di un "padre" che non si conosce: ecco la fede vera e semplice del bambino, che abbandonato dalla sua mamma crede ancora nell’amore di un’altra mamma
La nostra missione sarà quella di accogliere la vita di chi, essendo già nato, sta sperando di rinascere a nuova vita per essere "salvato" dalla perdita del padre e della madre
Ogni uomo è totalmente libero; è lui l’attore protagonista di un piano di salvezza, pensato dal Padre, ma che si realizza unicamente dall’incontro di due volontà: quella del Padre e la nostra
Così si cercano, quasi legate da un sottile filo comune. Se una realtà spera, anche l’altra spera, ma se per una l’angoscia prevale, anche l’altra rischia di perdere la speranza
Occorre sentire, quanto meno sperare, che noi siamo tra le braccia di Dio proprio quando stiamo sperimentando un fallimento
Quando si prega non bisogna rimanere stupiti che il Signore non ci risponda in maniera concreta, perché i cristiani sanno che Lui è presente anche nel dolore, nel rifiuto, nella solitudine, nella gioia… Ovunque e sempre
Accogliere come figlio un minore abbandonato è tenere insieme passato, presente e futuro e con lui entrare nel Regno di Dio presente già adesso
A Marzabotto il cardinale Zuppi ha letto i nomi degli oltre 12mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023 al 15 luglio 2025 a Gaza e in Israele. E se dovessimo leggere i nomi di tutti i bambini vittime di abbandono?
Sappiamo bene le emozioni che si provano quando si attende un figlio, la persona amata, un incontro importante, la realizzazione di un progetto
La scoperta della Grazia della Sterilità Feconda è un cammino particolare che va percorso, passo dopo passo, ma non da soli: va scelto un fedele compagno di viaggio, il bambino abbandonato
Considerare la sterilità - che è una disgrazia, una menomazione fisica - una fortuna per la quale ringraziare addirittura il Signore come se fosse un dono ricevuto? La sterilità come vocazione? Ma chi volete prendere in giro?
Allora abbiamo capito: eravamo davvero una coppia sterile! Dovevamo sconfiggere la nostra sterilità di pensiero, di sentimenti, per aprirci alla vera accoglienza
L'inutilità dei nostri corpi ci trascina nella dimensione del fallimento. Perché vogliamo ancora un figlio, se questo desiderio si trasforma in una continua angoscia?
Eppure – è la stessa vita che lo esige – dalla «notte oscura» occorre, prima o poi, uscirne scegliendo la strada da imboccare. Eccoci di fronte al primo bivio
È un pezzo di storia quotidiana, vissuta e raccontata da tante coppie di sposi innamorati l’uno dell’altra: è l’esperienza della nostra "notte oscura", la scoperta della sterilità
No, questa notte non Ti sto pregando. Mi hai illusa, Dio; mi hai preso in giro: ci hai condotto per mano ad accogliere il frutto del nostro Amore e poi... ci hai tradito
Tu sai quante volte l’ho generato nel mio cuore, quel mio bambino: e ti ho capito, sai Dio, ho proprio capito cosa è Amore. Che meraviglia hai creato in me, Padre mio
"Accogliere” non è un verbo giustificabile solo “umanamente”. Nella accezione da noi utilizzata – donazione di sé fino all’integrale e totale accettazione dell’altro – si configura un “momento” che si posiziona ben al di là del puro ingresso nel cuore
Per la prima volta, in tutta la vicenda storica dell’umanità, con la Risurrezione di Gesù, un corpo entra nello Spirito
Di fronte alla morte di Gesù (come di qualsiasi altra morte) se si rimane nella sfera dei sentimenti ci può essere dolore, rassegnazione, sconfitta, speranza, disinteresse... incomprensione
Un bambino rappresenta la gioia dell'intera società. Non si può rimanere indifferenti alla loro sofferenza
L'adozione è l'incontro tra un essere umano che ha bisogno di affetto e dei genitori che desiderano aprire il loro cuore e la loro casa a un figlio
A volte il Signore comunica in termini e luoghi inaspettati. E, allora, una rappresentazione teatrale può diventare lo strumento per "riannodare i rapporti con Dio Padre"
Liberarsi di tutto ciò che è superfluo per farsi poveri e capire che l'uomo non ha nulla se non ciò che riceve da Dio
Non si può "rinchiudere" il dono dell'accoglienza, perché la gioia non è tale se non è condivisa: un regalo che, una volta aperto, si espande ed evolve creando sfumature inattese e meravigliose
L'uomo comincia a pregare pensando che sia una sua iniziativa, ma in realtà l'iniziativa è sempre di Dio. Sono Lui, Cristo e lo Spirito Santo i protagonisti di ogni preghiera
Accogliere un bambino abbandonato significa vivere concretamente l'uguaglianza e darne testimonianza al mondo
Solo l’amore può farci vedere con occhi misericordiosi chi ci ha fatto del male
Compito fondamentale della famiglia è quello di educare. Per farlo, deve tornare a essere cellula viva della società degli uomini
Come insegna Maria, il significato ultimo di ogni ogni maternità si compie davvero quando è vissuta "secondo lo spirito"
Tutti i bambini incontrati nelle emergenze, in ogni parte del mondo, ci hanno insegnato che nei loro sorrisi c'è la speranza di domani
Richiamandosi all’appello di Papa Francesco, Marco Griffini, Presidente de "La Pietra Scartata" riflette su come il rispetto dei diritti dei bambini, ovunque nel mondo, dipenda dallo sforzo e la fatica di tutti gli uomini
È possibile cambiare la vita di un bambino in grave difficoltà familiare? Sì. E mentre offriamo a lui questa possibilità, lentamente ma costantemente qualcosa cambia anche in noi
Bambini afflitti da abbandono, guerre, povertà... "non sono un problema mio". Il cambio radicale di prospettiva può arrivare solo dalla "mia paternità": aprire il cuore all'altro mio figlio
"La paternità di genitori adottivi ci è stata donata in modo molto particolare e tangibile per non essere ristretta entro i confini dei nostri figli"
Una riflessione sull’importanza del perdono, concetto chiave per perseguire una vera pace che sia prima di tutto interiore e, poi, di connessione con il “tutto” del mondo e della comunità
Come madri e padri che si sono aperti all'accoglienze e alla solidarietà, il nostro compito è quello di difendere e promuovere i diritti di tutti i "figli" di questo mondo
Partendo dalla parole più volte ripetute da Gesù, Giovanni Paolo II invitava tutti i credenti a non avere paura. A non temere la verità su noi stessi
Gesù è l'unico a chiamare Dio "Abbà", un termine che manifesta la semplicità e la profonda verità di un rapporto filiale di totale comunione
Ancora prima di accogliere un figlio, dobbiamo restituirgli dignità e rispetto, riconoscergli valore come persona. Poi, una volta accolto, dobbiamo custodirlo e amarlo sempre e comunque
I minori collocati all'interno di istituzioni assistenziali non hanno bisogno di essere semplicemente assistiti, ma di essere accolti e amati. Per edificare, insieme, una comunità senza confine alcuno
Contemplazione delle ultime parole di Gesù in croce: il dramma vero dell’abbandono del Figlio Unico da parte del Padre. L’inizio della via della salvezza di tutta l’umanità
primo momento
Il primo grido
All’ora nona (…) Gesù (…) disse (…): ho sete. (…) – e…

