A Marzabotto il cardinale Zuppi ha letto i nomi degli oltre 12mila bambini uccisi dal 7 ottobre 2023 al 15 luglio 2025 a Gaza e in Israele. E se dovessimo leggere i nomi di tutti i bambini vittime di abbandono?
Il 14 agosto 2025 il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, durante un momento di preghiera all’interno del parco storico di Monte Sola, a Marzabotto, ha letto i nomi di tutti i 12.227 bambini uccisi dal 7 ottobre 2023 al 15 luglio 2025, durante la guerra in corso tra Israele e Hamas.
Si è trattato di un momento molto significativo in un luogo che lo è anche di più, teatro di una delle stragi più gravi compiute dai nazisti in Italia, quando tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 1944 massacrarono circa 770 civili, tra i quali 216 bambini (dati da sito: martirimarzabotto.it).
A partire da quel gesto del cardinale Zuppi, Giuseppe Salomoni, membro del Consiglio di amministrazione di Ai.Bi., ha sviluppato una riflessione chiedendosi che infinita maratona sarebbe leggere i nomi di tutti i bambini abbandonati, vittime silenziose di un’emergenza umanitaria di cui nessuno parla. Ma che continua, ogni giorno, a mietere vittime innocenti.
La riflessione di Giuseppe Salomoni
È stato un atto solenne, significativo: non uno di quei nomi è stato letto per caso. Il Cardinale ha ribadito con fermezza: “Se non ci fermiamo nemmeno davanti a loro…”
Un appello che tocca le viscere della nostra coscienza. Ciascuna vittima di ogni conflitto, e in particolar modo i bambini, come ha ricordato l’Arcivescovo: “Non sono mai semplicemente un numero, ma un volto, un nome e una storia, con pari dignità. Ogni nome una vita, ogni nome un grido nel cielo”.
Le bambine e i bambini vittime di abbandono
La lettura dei nomi è un atto che scuote e interroga; una provocazione potente nei confronti dell’indifferenza. Zuppi si chiede: “Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per la pace?”.
E io mi chiedo: “Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per i bambini abbandonati?”
Il suo “no”, espresso tra le rovine, è un richiamo urgente. Afferma Zuppi: “La pace richiede fatica, memoria, dialogo e un impegno che non resti confinato nelle liturgie, ma si traduca in azioni concrete e coraggiose.”
Pensate se dovessimo leggere la lista dei bambini abbandonati! Una maratona di mesi e mesi… e ancora mesi.
Un gesto simbolico che però si potrebbe fare!!!
Il cristiano che prende posizione, che si sporca. Che, come dice Don Matteo, non resti confinato nelle liturgie.
Io, che asserisco di credere, in questo gesto vedo lo sguardo di Dio che si piega sulla sofferenza di un popolo e grida: basta!
Una preghiera che diventi luce
In tale atto vedo un riconoscimento sacro del dolore, una preghiera collettiva che diventa luce tra le tenebre, in questo caso di un genocidio, ma purtroppo estensibile alle innumerevoli situazioni dell’attuale momento storico, come l’esponenziale aumento di abbandoni e il diminuire della disponibilità ad accogliere.
Nel ringraziarlo, chiederò a Don Matteo se riesce ad aiutarci a individuare a suggerirci quale gesto potremmo compiere per i bambini abbandonati.
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