Quante ansie, quante corse, quante sofferenze… perché altri Marco, Andrea… non nascano per morire, ma per essere vivi e felici com’è diritto di ogni bambino di questo mondo
Raccogliamo il pensiero di un’operatrice che opera nel campo dell’adozione internazionale, ma è anche co-fondatrice di una realtà (Ai.Bi. Amici dei Bambini) che in 40 anni ha contribuito a realizzare circa 4mila adozioni.
“E inevitabilmente penso ai tanti bambini che nascono solo per morire dopo poco. Quanto vorrei “sradicarli” dalla loro terra per poter offrire loro la vita e l’amore.
Quante cose abbiamo fatto fare alle “nostre” coppie perché arrivassero in tempo ad accogliere i loro figli talvolta ammalati, denutriti, assetati d’amore, perché tutti avevano un denominatore comune: erano abbandonati. Chi in ospedale, chi in orfanato, chi sulla strada.
Quante ansie, quando si presenta un “caso difficile”, abbiamo sofferto e soffriamo alla ricerca della coppia giusta per quel bambino. E quando la disponibilità è piena, totale, allora tutto viene dimenticato in nome di un sorriso che certamente riaffiorerà sul viso di un altro bambino.
Gioie, dolori, disperazione, felicità si alternano nel nostro operare.
Allora vale la pena di correre fino a perdere respiro perché altri Marco, Andrea… non nascano per morire, ma per essere vivi e felici com’è diritto di ogni bambino di questo mondo”.
(Irene Teresa Bertuzzi)
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