Per la prima volta, in tutta la vicenda storica dell’umanità, con la Risurrezione di Gesù, un corpo entra nello Spirito
Prosegue la “Contemplazione della Resurrezione” proposta da Marco Griffini. Un tentativo di andare al cuore di questo affascinante, quanto difficile, mistero, analizzandolo con “occhi contemplativi”. Come in altre occasioni, lo strumento utilizzato per provare a sondare la profondità del mistero sarà quello di guardare alla Resurrezioni attraverso l’esperienza dell’adozione di un minore abbandonato.
La contemplazione “Un corpo nello Spirito”, si svilupperà in tre parti: questa è la seconda.
La prima parte può essere letta QUI.
Può un corpo entrare nello Spirito?
La Risurrezione può essere “vissuta” solo nello Spirito, in quanto solo “qui” si “respira” un’atmosfera di immortalità, propria della Risurrezione.
Per la prima volta, in tutta la vicenda storica dell’umanità, con la Risurrezione di Gesù, un corpo entra nello Spirito.
È l’inizio della nuova creazione, della nuova vita.
Può un corpo entrare nello Spirito?
Impossibile!
Certo secondo “le leggi dell’uomo” è impossibile la Risurrezione! Anche se, a ben guardare, “l’operazione” contrapposta – lo Spirito che entra nel corpo – non sembra essere poi così scandalosa. Gli “strumenti” della materia non possono condurre, o giustificare, o portare allo spirito e quindi accettare la Risurrezione.
Solo – e unicamente – la Fede può entrare nello spirito e lì vivere.
(2 continua)
Per un approfondimento sulla spiritualità dell’adozione: “… ma Dio tace“
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