Com’è vera l’esperienza del genitore adottivo quando deve compiere l’atto di fede: quel bambino, “al di là della porta” che ancora non conosco, è mio figlio o no?
C’è, in effetti, un sentimento di timore quando ci soffermiamo a riflettere sulla Risurrezione. Se veramente Gesù è risorto allora tutto quello che “ha detto” – la sua parola – è verità!
Non mi restano quindi alternative: se credo, so come dovrei vivere e cosa fare: “Vivere come ha vissuto Gesù.”
È qui che si ha “timore” di “lasciare” ciò che ci sembra sicuro, affidabile, certo, per affidarsi, abbandonarsi completamente a qualcuno che non si “conosce” ancora.
Come è vera l’esperienza del genitore adottivo quando deve compiere l’atto di fede: quel bambino, “al di là della porta” che ancora non conosco, è mio figlio o no? È la regola ferrea, tremenda, agghiacciante della fede: sì o no! Non ci sarà mai alcun pezzo di carta che mi farà “credere” quel bambino mio figlio.
(Marco Griffini in … ma Dio Tace))
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