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L’importante è svegliarsi, soprattutto svegliarsi con la lampada accesa

Accogliere come figlio un minore abbandonato è tenere insieme passato, presente e futuro e con lui entrare nel Regno di Dio presente già adesso

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,6-7):

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

La parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte è un richiamo a ricordarci che il Regno di Dio è già presente adesso e che, alla fine dei tempi, avverrà solo la proclamazione di ciò che noi, giorno per giorno, abbiamo scelto di fare nella nostra vita rispetto all’olio per le nostre lampade, ai talenti che abbiamo ricevuto, e al prossimo che ci è stato affidato.
L’olio è proprio il segno delle opere giuste che permettono di avere accesso al Regno di Dio.
E quale opera è più giusta di accogliere come figlio un minore abbandonato e così ridargli la sua dignità?
Questa è una chiamata che il Signore fa a tutti ma la stoltezza di molti, cioè l’incapacità di amare e di attendere l’Amato tenendo insieme presente e futuro, non permette loro di compiere questo atto di giustizia.
Anche le vergini sagge si addormentano. Ma il problema non è l’addormentarsi perché capitano a tutti i momenti bui, di scoraggiamento, di poca voglia.
L’importante è svegliarsi, soprattutto svegliarsi con la lampada accesa e con la riserva di olio fatta con le nostre opere giuste.

(Maria e Enrico Gallozzi – Comunità La Pietra Scartata regione Campania)

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