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Perdonare è un atto di coraggio e consapevolezza

Una riflessione sull’importanza del perdono, concetto chiave per perseguire una vera pace che sia prima di tutto interiore e, poi, di connessione con il “tutto” del mondo e della comunità

In un’epoca in cui egocentrismo da influencer e giustizialismo a ogni costo sembrano farla da padroni, il concetto di perdono appare lontano come non mai. Eppure, senza perdono non si può aspirare alla pace e all’equilibrio, nemmeno con se stessi. Perché perdonare significa, prima di tutto, perdonare se stessi, in un atteggiamento – come efficacemente scrive un bell’articolo di Sempre News – “che nasce all’interno di un processo di crescita della persona dove l’obiettivo è quello di ristabilire un proprio equilibrio”.

Esempi di perdono

Non mancano, nella storia, esempi di persone che hanno interpretato il perdono in questo modo. Come Nelson Mandela, che spiegava che provare risentimento fosse come “bere veleno sperando che ciò uccida il nemico”.
Ma, sempre seguendo il filo della riflessione proposta da Sempre News, perdonare non è certo un atto che riguardi solo la singolarità della persona, ma è anche “legato all’idea olistica di interconnessione, dove l’umanità è legata ed interrelata, dove siamo in grado di sentire l’altro quando siamo empatici”. Ecco perché perdonare non è un atto di debolezza ma, al contrario, è una dimostrazione di coraggio da insegnare ai propri figli.

Educare al perdono

Ma come si può educare il bambino al perdono? “Ricordando in primis – prosegue l’articolo – che l’adulto è un modello, con il suo atteggiamento trasmette valori: se i bambini vedono degli adulti capaci di perdonare imiteranno questo tipo di comportamento… L’adulto può inoltre comunicare il valore del perdono nei dialoghi quotidiani, a casa e a scuola, evidenziando al bambino quando sceglie il perdono, stimolandolo a perdonare, chiedendogli se ha perdonato, riflettendo insieme a lui su questo importante valore”.
Su queste basi, non si può certo ritenere un caso che il concetto di perdono si ritrovi, con sfumature differenti, in tutte le culture della storia e del mondo. Il perdono, per esempio “È nel concetto Maia di “In lak’ech”, che significa “io sono un altro te, tu sei un altro me”, così come il concetto sudafricano di “Ubuntu” per cui si è persona attraverso le altre persone, siamo esseri umani solo attraverso l’umanità dell’altro, “io sono perché voi siete e voi siete perché io sono”. Nelson Mandela ha lottato contro l’odio generato dalla segregazione razziale basandosi su questo principio africano: «I am because we are», «Io sono perché noi siamo», perché l’umanità di ciascuno è interrelata a quella degli altri e al mondo”.

[fonte: Sempre News]

 

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