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Il primo abbraccio e la scoperta di una missione: il cammino dell’adozione e il miracolo della vita (2)

Dall’emozione del primo “parto del cuore” alla nascita di un’associazione: come la fede e la perseveranza hanno guidato la nostra famiglia oltre ogni difficoltà, tra adozione e gravidanze inaspettate.

Completiamo la pubblicazione delle riflessioni di Elisabetta e Valter sulla propria esperienza di accoglienza; la prima parte del loro contributo, già precedentemente pubblicato, è disponibile QUI.

La chiamata del tribunale: quell’attesa che cambia il destino

Durante l’ottobre del 1985 i colloqui si fecero più serrati e frequenti, si avvicinava sempre più il momento in cui o si “partoriva” o si “abortiva”: questa volta erano i giudici, gli psicologi, le assistenti sociali del tribunale a decidere il nostro destino. Quella mattina tra un interrogatorio e l’altro ci fecero uscire dicendo “aspettate fuori” e dopo ore ci sentimmo finalmente dire che una bimba ci aspettava in ospedale. La mia reazione più immediata furono lacrime di gioia che non riuscivo a trattenere, e subito volammo là dove lei ci aspettava.

Il primo incontro in ospedale: quando l’amore cancella la paura

In ospedale incontrammo un’altra assistente sociale, che ci mise al corrente della burocrazia a cui attenersi in quei giorni e poi nei mesi successivi; ci disse che la bambina era molto irrequieta, non dormiva, mangiava poco e piangeva in continuazione. Saliti in reparto ci fecero entrare muniti di camice e, dopo poco, arrivò l’infermiera con la mia bimba e me la diede in braccio. Fu subito un amore incredibile che si trasmise tra noi. Era piccola, aveva un mese circa: quello fu il mio primo parto! Finalmente potevo tenere in braccio mia figlia. Magda non ha mai pianto e ha sempre dormito, forse prima le mancava l’abbraccio di chi veramente l’amava. Fu proprio così che arrivò la nostra piccola, che ci sconvolse l’esistenza e colmò le nostre vite con tutta la gioia e la felicità possibile.

Una vocazione che nasce dall’accoglienza: la nostra missione per l’adozione

Quel giorno capimmo che, come per tutti gli esseri viventi provvisti di fede in Dio, Lui ci ha guidati nei suoi progetti: forse noi dovevamo, insieme agli amici che avevamo conosciuto, formare un’associazione che potesse aiutare altre coppie nel lungo cammino dell’adozione. Era forse questa la nostra missione?

I piani imperscrutabili di Dio: una gravidanza inaspettata e la forza della preghiera

Dopo cinque anni, inoltrammo un’altra domanda di adozione internazionale, volevamo un secondo figlio, ma rimasi incinta! Andammo nel panico più totale! Nessuno di noi poteva pensare ad un’ipotesi simile, e le cure che Valter stava ancora facendo non erano certo di buon auspicio. Cosa succederà adesso? A quale prova ci metterà di fronte il Signore ora? Solo la preghiera e la fede in Lui ci ha dato la forza per dire “Sia fatta la tua volontà”. E finalmente la gravidanza andò a buon fine, come anche quella che arrivò sei anni dopo.

Affrontare il dramma dell’abbandono: le risposte che nascono dal cuore

Durante la mia gravidanza, Magda per la prima volta si trovò, anche se molto piccola, a confrontarsi col fratellino che arrivava, la cui nascita era diversa dalla sua; si affacciò in poche parole il “dramma dell’abbandono”. Non avrei mai pensato che una bimba di soli 5 anni potesse darmi risposte agghiaccianti. Mi chiedeva notizie sulla sua origine alle quali non potevo dare risposta, dato che anche noi eravamo all’oscuro della sua storia precedente, e “indagava” come poteva per sapere della “sua mamma”. Alla mia domanda “Perché la chiami la tua mamma? Non sono forse io la tua mamma?” Mi ha risposto: “Tu non puoi capire, perché la tua mamma non ti ha abbandonata, la mia sì. Lei mi ha dato la vita, ma tu sei la mia mamma perché mi vuoi bene”. La strinsi forte e le feci capire che per me tra lei, che era la mia principessa, e il bimbo che stava per nascere non c’era differenza, perché i bambini non nascono solo nella pancia, nascono prima nel cuore, e li rimangono per sempre.

Magda, Angelo e Giuseppe: una sola famiglia unita dallo stesso immenso amore

Da allora ogni giorno ringrazio Dio del dono meraviglioso che ci ha dato, per quell’amore che sembra diventare concreto e palpabile ogni volta che sono con i miei figli. Magda, Angelo e Giuseppe sono sempre presenti nel mio cuore e fanno parte di me e dei miei pensieri in ogni momento della mia esistenza.

Un messaggio di speranza per le coppie: credere nei sogni per vederli avverare

La domanda di adozione internazionale è sempre rimasta incompiuta: forse non era nel nostro destino. Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia per incoraggiare le coppie che hanno la tentazione di lasciarsi sopraffare dalle difficoltà e dagli insuccessi, per dire loro che se si vuole ottenere un risultato e ci si crede, bisogna perseverare e saper aspettare: così i sogni si avverano. Ma soprattutto l’ho scritta per raccontare ai miei figli quanto li abbiamo voluti, quanto li amiamo e quanto siamo orgogliosi di avere tre stupende creature, più preziose di ogni tesoro.

(seconda parte – fine)

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