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8 settembre, Maria Bambina e il grido dell’abbandono: l’accoglienza che si fa risposta

La sua natività ci ricorda che il Signore sceglie la piccolezza per compiere le Sue opere di salvezza. Come l’adozione e l’affido portano con sé la grazia inestimabile della sterilità feconda, così la piccola Maria porta al mondo la promessa di un amore che ripara e genera vita.

L’8 settembre la Chiesa celebra la festa della Natività di Maria, venerata con tenerezza come Maria Bambina. In questa giornata in cui contempliamo la piccolezza e l’innocenza, il nostro pensiero va inevitabilmente a tutti quei minori che vivono l’esperienza lacerante del distacco e della solitudine. Per l’Associazione La Pietra Scartata, questa data diventa l’occasione per riflettere sul mistero del bambino abbandonato, alla luce di quella spiritualità dell’adozione che trasforma il dolore più profondo in una nuova speranza.

Il volto di Gesù nel bambino abbandonato

Guardare a Maria Bambina significa preparare il cuore ad accogliere un mistero insondabile: l’identificazione totale tra Cristo e gli ultimi. C’è un’intuizione alla base del nostro cammino di spiritualità: sulla croce, nel Suo stesso Figlio, vi è un bambino che soffre l’abbandono. Gesù e il bambino abbandonato si incontrano proprio nel momento del dolore estremo, rivelandosi come la stessa persona.
Il grido straziante che si alza dal Calvario – “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” – non è un lontano ricordo storico. Oggi, quel lamento è il grido di milioni di voci, di pianti, di invocazioni e di silenzi. È il grido dell’abbandono, che emerge come la quarta emergenza umanitaria del XXI secolo, risuonando incessantemente per le strade e negli istituti di tutto il mondo.

Un grido che attende speranza

Spesso, di fronte a questo immenso dolore, si sperimenta il vuoto e l’impotenza: sembra quasi che Dio taccia. Eppure, questo urlo incessante è un grido che aspetta una risposta, che attende una speranza.
La spiritualità dell’adozione ci insegna che in ogni abbandono si cela misteriosamente un dono, e solo l’accoglienza concreta può rivelarne il volto. Attraverso l’amore, l’apertura e la quotidianità di una famiglia, un bambino abbandonato risorge a vita nuova quando diventa, finalmente e per sempre, figlio.

Maria Bambina, madre del segno

In questo orizzonte, la figura della Vergine assume un significato centrale per le famiglie accoglienti. La sua natività ci ricorda che il Signore sceglie la piccolezza per compiere le Sue opere di salvezza. Come l’adozione e l’affido portano con sé la grazia inestimabile della sterilità feconda, così la piccola Maria porta al mondo la promessa di un amore che ripara e genera vita.

Diventare risposta per le pietre scartate

Celebrare Maria Bambina l’8 settembre è un invito pressante a non chiudere gli occhi e il cuore. L’Associazione La Pietra Scartata continua a proporre itinerari per annunciare l’Amore di Dio a quanti vivono la perdita del Padre, accompagnando le famiglie nell’incontro con Gesù Cristo abbandonato e risorto.
Forse, di fronte alle tragedie, Dio tace, ma attende con i bambini abbandonati la nostra risposta. Che la dolce festa della Natività di Maria ci doni il coraggio di ascoltare quel grido, per trasformare ogni “pietra scartata” nella testata d’angolo di una nuova famiglia, facendo risplendere, nel sorriso di un figlio ritrovato, la luce stessa della Risurrezione.

Marco Griffini 
(Comunità “La Pietra Scartata“)

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