Il piano eterno di Dio si rivela a ciascuno di noi solo gradualmente: in un certo senso, di giorno in giorno
Andate anche voi nella mia vigna.
(Mt. 20, 4)
Dio chiama me e manda me come operaio nella sua vigna; chiama me e manda me a lavorare per l’avvento del suo Regno nella storia: questa vocazione e missione personale definisce la dignità e la responsabilità dell’intera opera formativa, ordinata al riconoscimento gioioso e grato di tale dignità e all’assolvimento fedele e generoso di tale responsabilità. Infatti, Dio dall’eternità ha pensato a noi e ci ha amato come persone uniche e irripetibili, chiamando ciascuno di noi con il suo proprio nome, come il buon pastore che “chiama le sue pecore per nome” (Gv. 10, 3). Ma il piano eterno di Dio si rivela a ciascuno di noi solo gradualmente: in un certo senso, di giorno in giorno. Ora per poter scoprire la concreta volontà del Signore sulla nostra vita sono sempre indispensabili I’ascolto pronto e docile della parola di Dio e della Chiesa, la preghiera filiale e costante, il riferimento a una saggia e amorevole guida spirituale, la lettura nella fede dei doni e dei talenti ricevuti e nello stesso tempo delle diverse situazioni sociali e storiche entro cui si è inseriti”.
Non si tratta, comunque, soltanto di sapere quello che Dio vuole da noi, ciascuno di noi nelle varie situazioni della vita. Occorre fare quello che Dio vuole: così ci ricorda la parola di Maria, la madre di Gesù, rivolta ai servi di Cana: “Fate quello che vi dirà” (Gv. 2, 5). E per agire in fedeltà alla volontà di Dio occorre essere capaci e rendersi sempre più capaci.
Certo, con la grazia del Signore, che non manca mai, come dice San Leone Magno: “Darà il vigore colui che conferì la dignità!”, ma anche con la libera e responsabile collaborazione di ciascuno di noi.
(Giovanni Paolo II )
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