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La sterilità feconda: se vuoi puoi fare un miracolo (2)

No, questa notte non Ti sto pregando. Mi hai illusa, Dio; mi hai preso in giro: ci hai condotto per mano ad accogliere il frutto del nostro Amore e poi… ci hai tradito

Prosegue la riflessione di Marco Griffini, presidente e fondatore di Ai.Bi. Amici dei Bambini, per tentare di comprendere uno dei più profondi e meravigliosi misteri della spiritualità dell’adozione: la grazia della sterilità feconda. Dopo la prima tappa, in cui abbiamo seguito il dolore e la preghiera di una donna bisognosa “che qualcuno ascoltasse il tumulto del suo cuore”, ora la contemplazione si mette in ascolto di chi “grida” tutto il suo sconforto, sentendosi tradita in quello che era il suo desiderio più grande. E che ora appare la più grande illusione.
QUI si può rileggere la prima tappa.

Ma… Dio… è questo il Tuo Amore?

“Ma i mesi passavano, gli anni pure e tu, non arrivavi…
Siamo sani, belli dentro e fuori; ci hai fatto così, Dio – e ti ho sempre ringraziato – e tanto, tanto innamorati.
«Che bella coppia. Saranno fortunati i loro figli»… Ma il figlio non arrivava.
Gli esami, quanti esami: per capire, per sapere. Volevo un figlio, volevo regalarti un figlio!
È stato molto gentile quel nostro amico: ha risolto tante situazioni difficili. Ha usato tatto, parole scelte con cura: «Ci sono dei problemi, ma con qualche farmaco, forse un’operazione, si può rimediare. Oggi la scienza medica fa miracoli».
Ma io, il miracolo l’ho chiesto a Te: Ti ho pregato, supplicato, Tu solo sai quanto!
Quante notti: con quella coroncina dei campi scout; in ginocchio davanti al tuo Figlio e alla Sua mamma. Se vuoi puoi fare un miracolo.
Ho aspettato tanto, un tuo segno, una parola… Qualcosa…
Invano passavano i mesi e io perdevo la speranza.
Questo pomeriggio ci ha chiamato il nostro amico: era teso, i sensi all’erta, i nervi a fior di pelle.
Ho capito subito: il verdetto, la sentenza era scritta, decretata sulla sua faccia!
Non avrò mai un figlio!
Non sarò mai mamma!
Il mio corpo, il nostro Amore, me stessa… a che cosa servo?
La vocazione, la missione della mia vita… Parole inutili, sprecate. Tutto finito, senza senso.
Sono fallita; nella cosa più importante per me, per una donna, sono una fallita! Non avrò mai un figlio da amare.
No, questa notte non Ti sto pregando. Mi hai illusa, Dio; mi hai presa in giro: ci hai condotto per mano ad accogliere il frutto del nostro Amore e poi… ci hai tradito.
Ora sono stanca: ho fatto tutto quello che si poteva fare. Sono spenta; mi sento vuota, inutile, persa… Non più capace di amare.
Soli, noi due resteremo soli, prigionieri del nostro sterile amore!
Ma è Amore questo?
Ma… Dio… è questo il Tuo Amore?

(2 continua)
Per approfondimenti, vedi Marco Griffini, Sterilità feconda: un cammino di grazia.

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