Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Cosa significa “Essere presepe” per gli altri?

Un pensiero profondo e bellissimo per iniziare l’anno, ispirato al presepe e suggerito dalla testimonianza di una famiglia adottiva durante un incontro nel cuore di La Paz, in Bolivia

Durante la riunione mensile del mese di dicembre dell’Associazione Famiglie del Cuore di La Paz, una delle famiglie ha condiviso queste parole:
“Si può pensare al presepe come una disposizione del cuore. Il presepe non possiede ricchezze; non ha porte, né chiavi, né codici, né password. Non esige requisiti. Semplicemente è lì, a disposizione di chi ha bisogno di alloggiarvi, di trovare un rifugio o una sosta nel percorso. Essere presepi nel percorso degli altri. Accogliere senza chiedere nulla in
cambio. Accogliere e lasciare andare. Offrire l’acqua che dà sollievo. O le parole giuste. O un abbraccio in silenzio.
Perché tutti in un certo momento del nostro cammino abbiamo avuto bisogno di un presepe.
Perché essere presepi è un’opportunità di sentirci vicini. Di recuperare il senso in un mondo senza senso. Di tornare a sentirci uniti”.

Credo che sia una riflessione che si adegua non solamente alle famiglie adottive, ma anche a tutti quelli che abbiano scelto di stare con chi soffre. L’accoglienza è una disposizione del cuore, è ciò che ci differenzia nel nostro lavoro quotidiano.
Ecco, allora, che il più sincero e profondo desiderio per il nuovo anno è che possiamo essere un presepe per i nostri bambini e le loro famiglie, affinché non si sentano soli e che molti di loro possano rinascere figli!

Anahí,  Cooperante Ai.Bi. – Amici dei Bambini in Bolivia

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento