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L’altro mio figlio

Ciascuno pensi che dietro a questi bambini adottati… ci sono infinità di altri bambini che chiedono anche loro di poter vivere

Guardate in questo momento i vostri piccoli. Sono nati con un destino triste. Il loro destino infatti non era di essere qui oggi; il loro destino era di essere altrove, denutriti, pieni di piaghe, abbandonati, senza affetto. La loro casa era la strada, i loro incontri frequenti i poliziotti di San Paolo.
Guardate le vostre bambine; sarebbero diventate merce di consumo nelle case del vizio. Il destino di tutti è cambiato per opera vostra. Io vedo ora grande gioia nei loro occhi; non alla gioia erano destinati. Improv­visamente è successo il miracolo che ha cambiato tutto. Molte volte mi domando, perché loro e non decine di migliaia di altri che sono ancora là con noi, con il risaputo triste destino, con il triste futuro: fame, malattia, abban­dono, miseria, ignoranza. Questi bambini furono scelti come un segno di unità per la comunità cristiana. Voi vi siete uniti attraverso l’Associazione italiana amici dei bam­bini, ebbene non disperdetevi.
Qualche cosa di misterioso vi ha fatto incontrare: la nazionalità di questi bambini vi rende affini. Mantenetevi uniti, non solo per fare il bene di questi bambini, ma per fare il bene di tanti altri che non sono stati ancora scelti per essere segno di una missione. Rimanete uniti e cerca­te di aiutare anche quelli che sono laggiù, col poco o col molto che potete fare. Ciascuno pensi che dietro a questi bambini con la faccetta olivastra, con la faccetta scura, ci sono infinità di altri bambini che chiedono anche loro di poter vivere.
Aiutiamoci tutti a compiere questo grande miracolo di amarli insieme ai vostri e così sia.

(Carlo Acquani, Ai.Bi, 1987)

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