Con la pubblicazione della seconda parte, completiamo il contributo di Paolo Pellini dedicato a Susanna la cui vicenda viene proposta nel XIII capitolo del Libro di Daniele, appartenente alla sezione dei libri profetici dell’Antico Testamento.
Icona di fedeltà silenziosa e radicale
La figura di Susanna non è solo un modello di fedeltà coniugale: è icona di tutte quelle persone che scelgono il bene anche quando questo comporta rischio, incomprensione e solitudine. In questo senso, lei richiama da vicino l’esperienza delle famiglie adottive e affidatarie di oggi.
Come Susanna, queste famiglie vivono spesso una fedeltà silenziosa e radicale. Fedeltà a un’intuizione di bene, a una vocazione all’accoglienza che non sempre viene compresa. Anche loro, talvolta, si trovano esposte a giudizi affrettati, sospetti o incomprensioni da parte di chi dovrebbe sostenerle.
Fraintendimenti e pregiudizi
Nel racconto biblico, il giardino è il luogo della vita comunitaria, ma anche dello sguardo distorto e del giudizio ingiusto. Analogamente, il contesto sociale e istituzionale in cui operano le famiglie affidatarie può diventare ambivalente: spazio di possibilità, ma anche di ostacolo.
Non mancano, infatti, ancora oggi, situazioni in cui l’accoglienza familiare viene fraintesa, guardata con diffidenza o addirittura negativamente. A volte, chi esercita ruoli di responsabilità fatica a riconoscere il valore profondo di una scelta gratuita e generativa come quella dell’affido o dell’adozione. Può accadere che prevalga una visione riduttiva o deterministica della vita dei minori, come se il loro futuro fosse già segnato.
Smascherare le ingiustizie
Eppure, proprio come nella storia di Susanna, la verità del vissuto emerge grazie a persone capaci di vedere oltre, di discernere, di dare voce a ciò che è giusto. I “Daniele” di oggi sono tutti coloro che, con competenza e cuore, difendono il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, smascherando pregiudizi e rigidità.
D’altra parte, Susanna insegna anche la forza dell’affidamento. Lei è permeata non da una passività rassegnata, ma da una fiducia attiva che sostiene l’azione. Le famiglie accoglienti vivono qualcosa di simile: si espongono, rischiano, soffrono, ma si affidano a un senso più grande che guida il loro cammino.
Generare vita dove sembra esserci solo fragilità
In molte esperienze di accoglienza familiare – maturate anche all’interno di realtà associative impegnate quotidianamente a favore dei minori e delle famiglie – emerge chiaramente come l’amore gratuito sia capace di generare vita, anche dove sembrava esserci solo fragilità. Si tratta di una testimonianza concreta che contraddice ogni visione fatalistica.
Il racconto di Susanna, con la sua struttura semplice e intensa, ricorda i grandi racconti popolari, ma custodisce una verità profonda e sempre attuale: esiste una giustizia che va oltre quella umana e chi resta fedele al bene contribuisce a farla emergere.
Donne e uomini per difendere la verità e restituire giustizia
Susanna rappresenta tutte le persone che, pur essendo esposte all’ingiustizia, non rinunciano alla verità. Le famiglie adottive e affidatarie incarnano oggi questa stessa logica: credono nella possibilità di riscatto, nella forza dei legami, nella dignità di ogni bambino.
Per questo, il loro cammino ha bisogno di essere riconosciuto, sostenuto e accompagnato. Ha bisogno di molti “Daniele”: uomini e donne capaci di discernere, di difendere la verità, di restituire giustizia là dove sembra perduta.
Lasciamoci ispirare da Susanna e Daniele, crediamo che anche nelle situazioni più difficili la verità può emergere e che l’amore vissuto con fedeltà non è mai inutile!
(seconda parte – fine. La prima parte del contributo è disponibile QUI)
Paolo Pellini
(Paolo Pellini è membro della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
Ndr: il percorso dedicato alle donne della Bibbia, frutto dello studio e della ricerca di P. Pellini, è iniziato accostando la storia di Giuditta (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) cui sono seguite quelle di Rut (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda), Tamara (prima parte QUI, seconda parte QUI); Ester, cui è dedicato uno dei libri storici della Bibbia (QUI si può leggere la prima parte e QUI la seconda), Giaele (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda), Rebecca (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) e Agar (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda).
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