Prosegue il viaggio alla scoperta delle donne nei testi della tradizione ebraica e cristiana. Grazie ai contributi di Paolo Pellini, intendiamo rileggere e riflettere sulle “donne della Bibbia” con la sensibilità propria dei protagonisti dell’accoglienza, genitori e figli, adottivi o affidatari.
Alle donne la letteratura biblica ha riservato ruoli significativi nella storia d’Israele e nelle prime comunità cristiane, spesso trascurati o non considerati, figure emblematiche le cui identità e vicende sono da cercare con attenzione e scoprire nelle pagine del Testo Sacro. Per esempio, non sono conosciute da tutti le storie, bellissime, di donne eccezionali che quasi “si nascondono” tra le pagine. Donne come Rut, Ester, Giuditta, Rebecca, Giaele … di cui forse si è sentito giusto il nome, ma poco si sa di come vissero e cosa fecero.
Pubblichiamo la prima parte del testo dedicato ad Agar la cui figura emerge nel libro della Genesi all’interno della storia di Abramo e Sara, caratterizzata da una grande promessa e da una lunga attesa.
Avvicinare Agara in un contesto di sterilità
Il personaggio biblico di Agara ci è stato tradizionalmente consegnato dalle traduzioni della Bibbia in lingua italiana col nome di Agar. Abbiamo deciso di italianizzarne qui in nome in “Agara” in un tentativo di farcela sentire più vicina. La sua figura emerge nel contesto della storia di Abramo e Sara, una vicenda segnata da una grande promessa e da una lunga attesa. Dio aveva assicurato ad Abramo una discendenza numerosa come le stelle del cielo, ma il tempo passava e Sara restava sterile. L’attesa si faceva pesante, logorante, e la fiducia rischiava di incrinarsi.
Agara, una donna schiava che diventa madre
Secondo le consuetudini dell’epoca, una moglie senza figli poteva dare al marito una propria schiava perché generasse un figlio “per lei”. È così che Sara consegna ad Abramo Agara, la sua schiava egiziana. Agara non viene interpellata, non può scegliere: il suo corpo diventa mezzo per risolvere un problema che non le appartiene. La sua storia personale, i suoi desideri, la sua vulnerabilità restano sullo sfondo.
È una donna giovane, straniera, priva di diritti e di protezioni, inserita in una dinamica che la supera e la schiaccia. Siamo chiaramente in un contesto di prevaricazione.
Agara concepisce e con la gravidanza qualcosa in lei cambia profondamente. Il figlio che porta in grembo le restituisce uno sguardo nuovo su se stessa: non è più soltanto una schiava, ma una donna che genera vita. In quel corpo usato e silenziato prende forma una consapevolezza fragile, ma potente.
La maternità, anziché sottometterla ulteriormente, risveglia in lei un desiderio di dignità, di riconoscimento, di spazio. È come se quel bambino dicesse anche a lei che la sua vita conta, che non è soltanto un mezzo nelle mani di altri.
Questa dinamica parla con forza anche alle storie di oggi. Molte esperienze di abbandono nascono in contesti simili, segnati da solitudine, paura, mancanza di sostegni reali.
Donne e uomini che si trovano schiacciati da situazioni più grandi di loro, spesso da vere strutture di peccato, presenti nella società; bambini che rischiano di diventare il punto più fragile di una catena di fragilità.
È proprio qui che emerge, già in controluce, la responsabilità e la vocazione di chi sceglie di accogliere: famiglie chiamate a stare dove altri non sono riusciti a restare, a farsi presenza là dove una relazione si è spezzata.
(fine prima parte – continua)
Paolo Pellini
(Paolo Pellini è membro della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
Ndr: il percorso dedicato alle donne della Bibbia, frutto dello studio e della ricerca di P. Pellini, è iniziato accostando la storia di Giuditta (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) cui sono seguite quelle di Rut (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda), Tamara (prima parte QUI, seconda parte QUI); Ester, cui è dedicato uno dei libri storici della Bibbia (QUI si può leggere la prima parte e QUI la seconda), Giaele (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) e Rebecca (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda)
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