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Le donne nella Bibbia. Susanna: tra ingiustizia e salvezza (1)

Prosegue il viaggio alla scoperta delle donne nei testi della tradizione ebraica e cristiana. Grazie ai contributi di Paolo Pellini, intendiamo rileggere e riflettere sulle “donne della Bibbia” con la sensibilità propria dei protagonisti dell’accoglienza, genitori e figli, adottivi o affidatari.

Alle donne la letteratura biblica ha riservato ruoli significativi nella storia d’Israele e nelle prime comunità cristiane, spesso trascurati o non considerati, figure emblematiche le cui identità e vicende sono da cercare con attenzione e scoprire nelle pagine del Testo Sacro. Per esempio, non sono conosciute da tutti le storie, bellissime, di donne eccezionali che quasi “si nascondono” tra le pagine. Donne come Rut, Ester, Giuditta, Rebecca, Giaele, Agar … di cui forse si è sentito giusto il nome, ma poco si sa di come vissero e cosa fecero.
Pubblichiamo la prima parte del contributo dedicato a Susanna il cui racconto si trova nella parte finale del Libro di Daniele appartenente alla sezione dei libri profetici dell’Antico Testamento. Il testo in cui Susanna è protagonista, presente nel XIII capitolo, costituisce una delle cosiddette aggiunte deuterocanoniche, presenti nel canone greco, ma assenti in quello ebraico; per questo motivo non sono testi accolti nel canone della Bibbia delle confessioni cristiane “protestanti”.

Susanna e Ioakim

La vicenda è ambientata tra gli Ebrei della diaspora, a Babilonia, nel tempo dell’esilio successivo alla caduta di Gerusalemme (587 a.C.). Protagonisti sono Ioakim, uomo ricco e stimato, e sua moglie Susanna, il cui nome significa “giglio”: una donna di grande bellezza, ma soprattutto timorata del Signore, cioè autenticamente radicata nella fede, trasmessale dalla sua famiglia.

Molestie, abusi e ricatti

La loro casa, dotata di un giardino frequentato dalla comunità ebraica, diviene anche il luogo in cui due anziani giudici esercitano la loro funzione. Eletti dal popolo, essi appaiono però corrotti e ingiusti. In questo spazio divenuto pubblico, simbolo di vita comunitaria, si consuma un dramma privato che rivela la fragilità delle istituzioni quando vengono meno alla loro vocazione.
Quando il giardino si svuota, Susanna vi entra per passeggiare; i due anziani, invece, si trattengono di nascosto per vederla. Susanna è stupenda. La osservano ripetutamente e la concupiscono, lasciandosi dominare dal desiderio. Un giorno, approfittando della sua solitudine, la ricattano: se non si concederà sessualmente a loro, la accuseranno falsamente di adulterio.

Giustizia tradita

La situazione è senza via d’uscita: cedere significherebbe tradire sé stessa; rifiutare, esporsi alla condanna. Susanna sceglie la verità. Grida, chiama aiuto, e proprio questo gesto di libertà dà avvio alla macchinazione: i due la accusano pubblicamente.
Portata davanti al popolo, la donna si trova accusata ingiustamente proprio da coloro che dovrebbero custodire la giustizia. È una dinamica che attraversa le epoche: quando chi esercita un’autorità perde il senso del bene, le vittime diventano ancora più indifese. Susanna piange, ma non si dispera: affida la sua causa a Dio.

Il coraggio e l’intraprendenza di Daniele

Condannata a morte sulla base di una falsa testimonianza, non si difende con strategie umane, ma si rivolge al Signore, certa che lui conosce la verità più profonda. Ed è proprio Dio a intervenire, suscitando il giovane Daniele.
Daniele, pieno di Spirito (colla s maiuscola), interrompe il processo e, con intelligenza e coraggio, interroga separatamente i due accusatori. La contraddizione nelle loro risposte svela l’inganno. La verità emerge, Susanna è riconosciuta innocente e i falsi giudici vengono giustamente condannati.
Il racconto si chiude con la lode a Dio e con il riconoscimento della sapienza di Daniele, ma soprattutto con la riaffermazione di un principio fondamentale: la verità può essere momentaneamente oscurata, ma non definitivamente sconfitta.

(fine prima parte – continua)

Paolo Pellini
(Paolo Pellini è membro della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

Ndr: il percorso dedicato alle donne della Bibbia, frutto dello studio e della ricerca di P. Pellini, è iniziato accostando la storia di Giuditta (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) cui sono seguite quelle di Rut (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda), Tamara (prima parte QUI, seconda parte QUI); Ester, cui è dedicato uno dei libri storici della Bibbia (QUI si può leggere la prima parte e QUI la seconda), Giaele (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda), Rebecca (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda) e Agar (QUI si può leggere la prima parte, QUI la seconda)

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