“Adottare un bambino chiede di aprirsi alla perdita della propria vita, sola condizione realmente capace di generare”
Prosegue la via crucis de “La Pietra Scartata”, con letture, riflessioni e commenti tratti e ispirati dall’opera di Marco Griffini “…ma Dio tace” e curata dal Gruppo Familiare Ai.Bi. della Campania e, in modo particolare, dalla nostra Maria Piscopo che seguirà la nostra preghiera ogni giorno fino alla domenica di Pasqua, accompagnandoci da lassù.
Le prime quattordici stazioni sono già state pubblicate (vedi elenco e link in fondo alla pagina). Questa è la quindicesima e ultima stazione.
QINDICESIMA STAZIONE
GESÙ È RISORTO
– O Cristo, noi Ti adoriamo e Ti benediciamo.
– Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Come prepararsi ad annunciare?
Lettore
La scoperta della grazia è un cammino particolare che non va percorso da soli: vanno scelti dei fedeli compagni di viaggio. Il primo, e il più caro, sarà il bambino abbandonato, che avrà un compito fondamentale: illuminare la strada da percorrere con la fiamma della sua speranza. La sua è veramente “la speranza contro ogni speranza”: nonostante che sia stato abbandonato dalla sua mamma, da chi l’ha messo al mondo, crede ancora nell’amore di un’altra mamma! La “fame di mamma” gli infonde la forza di continuare la sua quotidiana e difficile battaglia contro la disperazione dell’abbandono».
Lettori
Affinché la speranza possa essere ricevuta, deve essere richiesta e deve essere trattenuta. Dio si fa accanto ai genitori sterili, proponendo loro un’apertura di sguardo sulla loro fecondità. Ma c’è bisogno che i genitori rispondano a questo invito… Serve una risposta che prenda con sé, che si assuma la gioia e il compito di adottare la vita. La vera fecondità proviene dalla perdita di sé, non dalla ricerca di sé o dalla soddisfazione del proprio bisogno di maternità e di paternità. Adottare un bambino chiede di aprirsi alla perdita della propria vita, sola condizione realmente capace di generare. Non è adottando un figlio che il Signore ci salva. È scegliendo di adottarlo nella condizione di perdere la vita che Egli ci garantisce la salvezza.
Lettore
Ricordano i padri sinodali che “l’adozione di bambini, orfani e abbandonati, accolti come propri figli, è una forma specifica di apostolato familiare, più volte richiamata e incoraggiata dal magistero. La scelta dell’adozione e dell’affido esprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, non solo quando questa è segnata dalla sterilità. Tale scelta è segno eloquente dell’amore familiare, occasione per testimoniare la propria fede e restituire dignità filiale a chi ne è stato privato”.
Contempliamo e preghiamo
Contempliamo i genitori adottivi; preghiamo affinché sappiano scorgere sul volto dei loro figli adottati il volto di Gesù Risorto che li cerca per accoglierli.
Contempliamo ogni bambino che è diventato un figlio; preghiamo affinché sappia vedere sul volto dei suoi genitori il Padre che ama e sempre accoglie tutti i suoi figli
Preghiere e canto: Padre nostro, Ave, Gloria.
Santa Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
(15 fine)
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