Domenica 6 settembre (XXIII domenica del Tempo Ordinario) Renata e Giovanni Solfrizzi (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Il commento di Renata e Giovanni
Proprio la scorsa settimana abbiamo trascorso tre giorni di vita e preghiera “comunitaria” con alcune famiglie di Amici dei Bambini e della Pietra Scartata! Forse, anche per questo motivo ci risulta più facile, meditando questo brano del Vangelo di Matteo attraverso la lente dell’accoglienza adottiva e affidataria, scoprire diverse sintonie.
La fraterma attenzione per il prossimo
“… fra te e lui solo”: la “cura” a cui Gesù ci invita nei confronti del fratello è in generale l’attenzione fraterna verso il prossimo e, a maggior ragione, può valere anche nel rapporto tra genitori e figli; qui il Signore ci richiama al profondo rispetto e alla delicatezza che dobbiamo avere nei confronti del passato pregresso dei nostri figli, che insieme al loro abbandono portano con sè ferite e traumi in qualche modo indelebili, un “peccato” subito che deve essere protetto con amore e senza giudizio, custodendo i nostri figli nell’abbraccio intimo della famiglia. L’invito alla correzione fraterna implica anche l’accoglienza del male o del torto subito.
Condividere
“… due o tre testimoni”: nessuna famiglia può vivere bene in solitudine, e soprattutto chi accoglie i propri figli attraverso l’adozione e l’affido non può chiudersi in se stessa; è straordinariamente importante “fare rete” con altre famiglie, sostenersi a vicenda e condividere non solo le fatiche e le sofferenze, ma anche le gioie, affidandosi vicendevolmente al Signore insieme.
La garanzia dell’amore di Dio
“… tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo”: la scelta d’amore crea un legame talmente forte e irrevocabile da indurci a pensare solo che possa essere eterno; che gioia poter credere che l’amore di Dio garantisce che ciò che è legato sulla terra lo sarà anche in cielo!
La presenza di Gesù
“Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”: questa affermazione così decisa e incondizionata è fonte di serenità, fiducia e sostegno per ciascuna famiglia e per tutta la comunità. Gesù è con noi in qualsiasi momento, quando ci si ritrova insieme per pregare, ma anche per parlare, per perdonarsi, per abbracciarsi in silenzio dopo aver attraversato momenti bui e difficili, oppure per celebrare insieme il raggiungimento di traguardi importanti. Così si trasforma un semplice momento di famiglia e di comunità in una storia sacra di salvezza.
Gesù è dove due o tre si riuniscono nel suo nome, senza pretendere che siano santi o presone perfette: Gesù è con noi semplicemente per quel che siamo, con i nostri lati positivi, ma anche con i nostri difetti. E questo ci fa sentire importanti ai suoi occhi dandoci forza e sicurezza!
Renata e Giovanni Solfrizzi
(I coniugi Solfrizzi sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
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