Oggi è stato un “giorno speciale”: sì… Una struggente nostalgia, come non sentiva da tempo, gli avvolge il cuore: ha voglia di mamma, del suo volto, di una sua carezza… la chiama dolcemente, la chiama…
Prosegue la via crucis de “La Pietra Scartata”, con letture, riflessioni e commenti tratti e ispirati dall’opera di Marco Griffini “…ma Dio tace” e curata dal Gruppo Familiare Ai.Bi. della Campania e, in modo particolare, dalla nostra Maria Piscopo che seguirà la nostra preghiera ogni giorno fino alla domenica di Pasqua, accompagnandoci da lassù. Le prime tre stazioni sono già state pubblicate (vedi elenco e link in fondo alla pagina). Questa è la quarta stazione.
QUARTA STAZIONE
GESÙ INCONTRA LA SUA SANTISSIMA MADRE
– O Cristo, noi Ti adoriamo e Ti benediciamo.
– Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.
Una presenza, il suo sollievo rigenera coraggio e speranza
Lettore
Oggi è stato un “giorno speciale”: sì… Una struggente nostalgia, come non sentiva da tempo, gli avvolge il cuore: ha voglia di mamma, del suo volto, di una sua carezza… La chiama dolcemente, la chiama…
“Mamma, stavo tanto bene con te: sì, alle volte, la nostra vita non era facile. Ogni tanto la pancia era vuota, ma mi sentivo importante, con te, io ero qualcuno, per te. E questo mi riempiva il cuore: ero felice! Si rideva tanto, si stava proprio bene: ci si amava. Anche se tu eri sempre fuori casa, tutto il giorno e tutti i giorni. Io ti aspettavo, con ansia, ma sicuro che, ogni sera, saresti ritornata.
Poi la tempesta, la bufera: tutto così all’improvviso e mi sono trovato qua in questo letto. Sai, mamma, ho pianto tanto quella sera e da allora tutte le sere piango: se non piango non mi addormento!
Mi ricordo, come se fosse ora, quanto ti ho pregato quella sera. Ho urlato contro di te, quante parolacce ti ho detto: povera mamma, con tutto quello che hai fatto per me.
“Se mi mandi là, è perché tu non mi vuoi più. Se vuoi, puoi tenermi con te”. Ti ricordi? Quante volte te l’ho ripetuto. Ho pregato anche Gesù – così tu mi hai insegnato – perché accadesse il miracolo: di poter stare con te. Poi ho accettato: ho capito, non so come, che comunque lo facevi per il mio bene, perché mi volevi bene e non potevi fare diversamente.
Lettore
Sono tantissimi i bambini che, una volta orfani o abbandonati, vivono in strutture e istituti per anni, mese dopo mese, in attesa che la loro permanenza in quel luogo termini il giorno dopo; molti vivono la tenerezza dell’affido: il ricordo di una presenza, di un abbraccio, di una carezza, di un sorriso, di uno sguardo… diventa quell’esperienza grazie alla quale potranno sempre rigenerare, malgrado la loro quotidiana passione, l’insopprimibile speranza di poter un giorno essere ancora figli, accolti e amati da una mamma e un papà.
Contempliamo e preghiamo
Contempliamo i bambini abbandonati. Preghiamo per tutti loro affinché possano essere sempre aperti alla speranza di rinascere, un giorno, figli.
Preghiere e canto: Padre nostro, Ave, Gloria.
Santa Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
(4 segue)
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