Diventare gli amati significa lasciare che la verità dell’Essere Amati si incarni in ogni cosa che pensiamo, diciamo o facciamo … significa calare nella vita quotidiana e ordinaria … la verità che ci è stata rivelata dall’alto
La riflessione di Don Simone Bruno, PhD in Psicologia della comunicazione emotivo-affettiva, prosegue nel suo percorso di scoperta del dinamismo interiore dell’accoglienza. Nella dinamica del legame filiale e dell’amore che dai genitori si riversa sui figli, a guisa dell’Amore più grande e originario che Dio stesso ha riversato sull’uomo, il “faro” dell’indagine spirituale si sposta ora sul concetto dell’essere “figli amati”. Una condizione che non è data una volta per tutte, ma che si costruisce in un divenire e che, anche in questo caso, richiama l’originario riconoscimento nel cuore di Dio di ogni uomo, dove già è visto come una realtà preziosa, d’infinita bellezza e di eterno valore..
Quella che segue è la sesta delle diciotto tappe proposte. Di seguito le tappe precedenti:
introduzione
tappa 1
tappa 2
tappa 3
tappa 4
tappa 5
Camminare per assumere la condizione di “figli amati”
Essere l’Amato è l’origine e il compimento della vita dello Spirito. Lo stesso Spirito ci rende figli adottivi di Dio Padre in Cristo. Ma per sentirci amati e riconosciuti fino in fondo, fin nel cuore della nostra identità, siamo chiamati a un cammino, a compiere un viaggio, a diventare gli amati, ad assumere in pieno la nostra figliolanza e a conoscere la paternità e la maternità di Dio. A scoprire noi stessi come figli amati.
Questo è l’itinerario spirituale da compiere: «La mia anima è inquieta, finché non riposa in Te, o Dio», scriveva Sant’Agostino di Ippona.
Se è vero, dunque, che non siamo solamente gli Amati, ma dobbiamo anche diventare gli Amati, se è vero che non solo siamo i figli di Dio, ma dobbiamo anche diventare i figli di Dio, se è vero che non solo siamo fratelli e sorelle, ma dobbiamo diventare fratelli e sorelle, come possiamo afferrare questo processo del divenire?
Diventare gli amati significa lasciare che la verità dell’Essere Amati si incarni in ogni cosa che pensiamo, diciamo o facciamo. Si tratta di un lungo e doloroso processo di appropriazione, o, meglio, d’incarnazione. Diventare l’Amato significa calare nella vita quotidiana e ordinaria di ciò che io sono, penso, dico e faccio, la verità che ci è stata rivelata dall’alto.
Per diventare gli amati, dobbiamo sintonizzarci con il processo di scelta che ci precede: come Figli di Dio, infatti, noi siamo quelli scelti da Dio, eletti da sempre, accolti, voluti e desiderati, custoditi per essere donati a noi stessi come immagine di Colui che ci ha creati.
Entrare nella dinamica di questo processo aiuta a cogliere la bellezza e la profondità di essere stati scelti: quando ci accorgiamo di essere stati scelti percepiamo dentro di noi di essere visti e considerati come persone speciali, uniche. Sentiamo di essere stati notati e colti nella nostra unicità, e, per questo, di essere amati e desiderati. Qualcuno ci ha accolto, ha allargato le braccia per farci posto in sé. Ci ha riconosciuto, ha rispecchiato la nostra identità conferendole un senso e un movimento.
Dio ci ha visto. Nel momento preciso in cui il Suo sguardo si è posato sul nostro, noi ci siamo visti. Egli ci ha visti come esseri unici, speciali, preziosi. Dall’eternità noi esistiamo nel cuore di Dio. Assai prima che i nostri genitori ci desiderassero, i nostri amici ci frequentassero, i nostri insegnanti, colleghi, datori di lavoro ci incoraggiassero, noi eravamo già scelti. Gli occhi di Dio, cioè gli occhi dell’amore ci hanno visto come una realtà preziosa, d’infinita bellezza e di eterno valore.
Questa verità è la base fondamentale su cui possiamo costruire una vita come Amati. Non dobbiamo perdere il contatto con la realtà di essere scelti. Se dovesse accadere, ci esporremmo alla tentazione di rifiutare noi stessi. E questa tentazione minerebbe la possibilità di ogni crescita come Amati.
(6 continua)
Per maggiori approfondimenti vedi il fascicolo n. 16 della rivista Lemà sabactani.
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