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Storia di una famiglia credente: desideri, prospettive, prove e compimento (2)

Completiamo la testimonianza di Alberto, ripercorrendo con lui le tappe del cammino condiviso con il figlio Matteo: dalla perdita della mamma adottiva ai passi della crescita affrontati nel corso del tempo.

Posti sotto esame

Con la morte di Enrica, per me e Matteo iniziò in quel momento un periodo inedito, davvero difficile. Per due anni abbiamo vissuto “sotto osservazione”, tra colloqui e visite a domicilio delle assistenti sociali; dovevano stabilire se fossi stato in grado di crescere Matteo da solo.

Un compito educativo da condividere

Il giorno in cui mi hanno comunicato che avrei potuto continuare liberamente a crescere mio figlio è stato un bel giorno, ho capito quanto era bello essere chiamato «babbo» e ho iniziato a pensare che Matteo forse, addirittura, mi assomigliava anche un po’. Il compito educativo che mi sono assunto non è facile. La fatica più grande è stata quella di far coincidere il tempo di Matteo con il mio. Lavorando, durante il giorno ho dovuto fare affidamento su altre persone che mi hanno aiutato a gestire Matteo, ma non sempre si sono rilevate figure positive nella sua crescita.

Affrontare l’adolescenza di un figlio adottivo

Un problema che ho vissuto e ancora attraverso è il suo progressivo inserimento nella società. Per Matteo è sempre stato difficile esprimersi ed aprirsi con le persone che lo circondano. A scuola è sempre stato poco capito e non sempre accolto. Per fortuna è riuscito a costruire dei buoni rapporti all’interno della Parrocchia e all’Oratorio con altri ragazzi, catechisti e sacerdoti. Ora è arrivata anche l’adolescenza e la stiamo affrontando insieme in tutti i suoi aspetti.

Consiglio l’esperienza adottiva

Per quanto riguarda la mia esperienza di padre, mi sento di consigliare l’esperienza dell’adozione a tutte le famiglie. È un’esperienza che mi ha colmato di gioia nonostante le sofferenze che ho vissuto, soprattutto per la mancanza di Enrica. Ho sofferto spesso per l’indifferenza dei colleghi e di altre persone del paese verso la mia situazione, ma allo stesso tempo ho instaurato dei bellissimi rapporti di stima con coppie di altri paesi vicine ad Ai.Bi. Amici dei Bambini.

L’importanza della fede

Nella mia storia è stata davvero importante la mia fede in Cristo; penso che quando tutto va bene in un’adozione, sei circondato dalle attenzioni di molti, mentre quando ci sono problemi rischi di essere lasciato solo ed ecco che solo la fede in Cristo ti permette di non sentirti abbandonato. È consolante sentire da san Paolo che noi tutti abbiamo ricevuto “uno spirito da figli adottivi” (Romani 8,15). L’esperienza dell’adozione mi ha cambiato molto sia nel carattere, sia nella fede. Ho riflettuto molto sulla domanda “di chi è figlio un figlio?”; credo che sia l’Amore che ci rende figli e penso subito alla Trinità, a tre persone che diventano una nell’unità dell’Amore. Non possiamo pensare il Padre senza il Figlio proprio perché esiste lo Spirito Santo che è Amore.

Gustare la crescita di un figlio, pur nelle difficoltà

Per quanto riguarda i sentimenti di Matteo verso l’adozione, da lui non è mai venuta l’esigenza di parlare dei suoi genitori biologici, ma se mai mi chiederà spiegazioni penso che ne parleremo con naturalezza. Mi ha chiesto più volte perché mamma Enrica è morta e mi dispiace di essere stato a volte vago nelle risposte. Quando rivolgo io delle domande a Matteo, mi sorprende sempre la semplicità delle sue risposte. Ricorda il senso di smarrimento e di paura di quando era in Istituto … Sente la mancanza di una mamma che l’avrebbe potuto coccolare e far sentire sicuro. Dice che, per fortuna, ha trovato un babbo premuroso e una nonna presente che non gli hanno permesso di sentirsi tanto solo. Con il passare degli anni, crescendo, si è anche avvicinato a Dio e alla Chiesa.

(seconda parte – fine. QUI la prima parte della testimonianza)

Alberto
(Alberto è socio fondatore della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

(L’immagine proposta a corredo del testo è stata generata con l’intelligenza artificiale)

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