Fin dai primi giorni di vita, il neonato instaura un rapporto di reciprocità con i genitori, affinché possano riconoscere, accogliere e soddisfare i suoi bisogni di nutrimento, ma soprattutto di protezione e di affetto
Per la seconda tappa consecutiva, la riflessione sull’Accoglienza di Don Simone Bruno, PhD in Psicologia della comunicazione emotivo-affettiva, è incentrata sul legame che si instaura tra noenato e genitori fin dai primi giorni di vita del bambino. Dopo aver visto come sia la Misericordia a permettere di entrare in sintonia con i bisogni dei figli, il discorso si approfondisce illustrando la reciprocità del rapporto: da una parte il neonato che cerca di attirare l’attenzione dei genitori, bisognoso di attenzione e protezione; dall’altra i gnitori, predisposti a rispondere adeguatamente a tali sollecitazioni.
Quella che segue è la decima delle diciotto tappe proposte. In fondo all’articolo i link alle tappe precedenti.
L’attaccamento genitori-figli
L’attaccamento, secondo John Bowlby, è il primo legame affettivo, intimo, emotivamente significativo, coinvolgente e di lunga durata, che si stabilisce fin dalla nascita tra un bambino e una o più specifiche figure di riferimento (madre e padre) che si prendono cura di lui, lo proteggono nelle difficoltà e lo sostengono nei tentativi di esplorazione dell’ambiente circostante.
Questo primo e fondamentale legame garantisce al piccolo la sopravvivenza fisica e psicologica e il suo adattamento al contesto sociale d’appartenenza. Egli è predisposto biologicamente a sviluppare un attaccamento verso chi ricambia con intensità i suoi sentimenti. Alcuni fra i comportamenti che il neonato manifesta sin dai primi giorni di vita sono diretti ad attirare l’attenzione dei genitori (il pianto, il sorriso e i vocalizzi) e a ottenere la loro vicinanza o prossimità fisica (per esempio aggrappandosi alle braccia e al collo) affinché essi possano riconoscere, accogliere e soddisfare i suoi bisogni di nutrimento, ma soprattutto di protezione e di affetto.
I genitori, dal canto loro, sono predisposti a rispondere adeguatamente a tali sollecitazioni: i segnali del figlio catturano immediatamente il loro interesse e li spingono a intervenire.
Il bambino che entra in contatto con genitori sensibili ai suoi segnali e pronti a sintonizzarsi con le sue richieste sviluppa, nel corso del primo anno di vita, un attaccamento di tipo sicuro, a differenza di quel bambino che, interagendo con genitori poco sensibili e attenti ai suoi bisogni, sviluppa un legame di attaccamento di tipo insicuro. Sebbene quasi tutti i bambini costruiscano un legame di attaccamento verso le figure genitoriali (e ciò accade anche ai piccoli maltrattati, abusati o abbandonati), non tutti, però, lo stabiliscono nella dimensione della sicurezza: la qualità del legame dipenderà dalla storia degli scambi interattivi tra il genitore e il bambino.
(10 continua)
Per maggiori approfondimenti vedi il fascicolo n. 16 della rivista Lemà sabactani.
Tappe precedenti:
introduzione
tappa 1
tappa 2
tappa 3
tappa 4
tappa 5
tappa 6
tappa 7
tappa 8
tappa 9
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