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Accogliere l’Accoglienza. La misericordia quale fondamento della giustizia (8)

Gesù, nei peccatori non vede innanzitutto il peccato, ma la sofferenza e la capacità d’amore… È la misericordia di Dio a provocare la conversione dell’uomo

Dopo i passaggi incentrati sulla cura amorevole e compassionevole con la quale Dio, attraverso Cristo, ha sostenuto gli apostoli, e con la quale a loro volta gli apostoli hanno sostenuto e consolato i cristiani, la riflessione di Don Simone Bruno, PhD in Psicologia della comunicazione emotivo-affettiva, prosegue analizzando il fondamento stesso dell’agire di Dio: la Misericordia. Una Misericordia che crea “scandalo”, fino a portare Gesù in Croce. Gsù, infatti, “non è stato messo in croce perché violava la Legge – scrive Bruno – ma [perché] i suoi atteggiamenti di misericordia scandalizzavano.

Quella che segue è la’ottava delle diciotto tappe proposte. In fondo all’articolo i link alle tappe precedenti.

Il fondamento della Misericordia

Gesù mostra misericordia nei confronti della folla. Letteralmente, misericordia sta a indicare avere “un cuore per i miseri”. Esprime il sentimento di vicinanza e di prossimità verso chi è in difficoltà, il lasciarsi toccare visceralmente da coloro che sono nella sofferenza. Per questo motivo nella Sacra Scrittura la parola “misericordia” è soprattutto un sentimento materno, quello che la donna sperimenta portando una creatura dentro di sé, nel suo grembo, nel suo seno.
Non a caso, mentre in latino la parola fa riferimento al cuore, in ebraico si riferisce strettamente alle viscere. Senza dimenticare che l’unico nome che Dio stesso ci ha consegnato, fin dai tempi di Mosé, è il «misericordioso, il compassionevole». Chiarito questo aspetto, va ricordato che la misericordia è un sentimento profondamente umano, prima ancora che religioso e divino. Davanti alla sofferenza e all’afflizione, all’abbandono e alla trascuratezza, ogni uomo e ogni donna sono “presi” alle viscere, cioè provano una commozione intensa (come quella di Gesù) che suscita in loro un pensiero: «Questo non è giusto. Cosa posso fare?». E avvertono il bisogno di fare qualcosa, di agire. Misericordia, dunque, è compassione, tenerezza, consolazione, accoglienza, amore.
Ricapitolando: potremmo dire che nel nostro Dio la misericordia è il fondamento, la sostanza, della giustizia. E quando Dio si mette in rapporto con l’uomo, il suo amore diventa misericordia in azione.

Una misericordia “scandalosa”

Noi cristiani siamo coscienti di essere destinatari e beneficiari della misericordia divina. E, di conseguenza, siamo spinti ancora di più a dare concretezza a quest’impulso molto umano che ci abita, che conforma i nostri legami e la nostra identità. Tanto è vero che Gesù ha potuto trasformare il comandamento dell’Antico Testamento «Siate santi, perché Io sono santo» in «Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro che è nei cieli». Per questo, la misericordia è il cuore della nostra fede. E, allo stesso tempo, anche tra i motivi più accentuati di scandalo.
La misericordia è scandalosa. È per questo che Gesù è stato messo in croce, non perché violava la Legge dell’Antico Testamento né la Legge romana. Gesù era un ebreo molto osservante della legge, ma i suoi atteggiamenti di misericordia scandalizzavano: si sedeva a tavola con le prostitute e i peccatori, si fermava a dormire a casa loro [Cf E. Bianchi, L’amore scandaloso di Dio, Cinisello Balsamo (MI) 2016].
Nelle parabole, quando racconta l’amore di Dio, la reazione di molti (soprattutto degli uomini religiosi e di coloro che erano deputati a interpretare le Scritture) era: «Ma così è troppo». Gesù, nei peccatori come l’adultera o la prostituta non vede innanzitutto il peccato, ma la sofferenza e la capacità d’amore. Non è la conversione dell’uomo e della donna a produrre la misericordia di Dio, ma il contrario: la misericordia di Dio provoca la conversione dell’uomo. Questa verità di Gesù, rilanciata da Papa Francesco, è motivo di scandalo e turbamento ancora oggi. Pure nella Chiesa, nelle nostre comunità, nelle nostre relazioni.

(8 continua)
Per maggiori approfondimenti vedi il fascicolo n. 16 della rivista Lemà sabactani.

Tappe precedenti:
introduzione
tappa 1
tappa 2
tappa 3
tappa 4
tappa 5
tappa 6
tappa 7

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