La storia di Nadia e Angelo, che per adottare dalla Cina la loro figlia Chiara Lixuan non si sono fermati di fronte a una patologia che le prospettava “scarsa o nulla mobilità degli arti inferiori”
Potremmo dire che quello tra mamma Nadia, papà Angelo e la figlia Chiara Lixuan è stato un colpo di fulmine, avvenuto, per giunta, attraverso un disegno presente nella sezione del sito di Ai.Bi. “Figli in Attesa”, dove ci sono gli appelli di bambini dichiarati adottabili ma che finora non hanno ancora trovato una famiglia pronti ad accoglierli.
Un incontro decisivo
Nadia e Angelo erano già in possesso del decreto di idoneità, avevano già dato mandato ad Ai.Bi. e la piccola Chiara era già entrata nei loro pensieri attraverso la lettura della sua storia. A farli riflettere c’era la patologia di cui soffriva la bambina: meningocele ancora da operare.
Poi, una sera, durante una festa tra famiglie adottive organizzata dalla sede di Ai.Bi a Salerno, uno dei tanti momenti che consentono alle coppie in attesa di vivere questo tempo insieme a chi ha già accolto un figlio con l’adozione, i due conoscono un’altra coppia che, per combinazione, aveva appena adottato una bambina con la stessa patologia di Chiara. “L’abbiamo vista e ci siamo detti: andiamo!” – ricorda Nadia.
Da quel momento è iniziato un “doppio percorso”: da un lato quello dell’attesa per l’incontro con la loro figlia, dall’altro quello nei vari ospedali d’Italia per organizzare l’intervento chirurgico cui avrebbero dovuto sottoporre Chiara una volta portata a casa.
“Sapevano che le conseguenze della malattia potevano essere gravi – ricordano i genitori – come il mancato controllo degli sfinteri, la scarsa o nulla mobilità degli arti inferiori, ma ci siamo detti: ‘Comunque vada, Lixuan verrà in Italia con noi”.
Una storia “normale” nella sua eccezionalità
Dal punto di vista prettamente medico, l’incontro con la bambina è stato confortante: la piccola camminava e, appena acquisita un po’ di confidenza, correva dappertutto. Arrivata in Italia, poi, è stata subito operata all’ospedale Meyer di Firenze: “L’intervento era urgente, previsto come complesso e potenzialmente a rischio di complicazioni – spiega Angelo – : la bambina è stata sotto i ferri per circa 6 ore e dobbiamo dire che, al di là della professionalità dei medici, nostra figlia è stata graziata, forse anche per la situazione sanitaria in cui si trovava in quel momento”.
Oggi, però, tutto è un lontano ricordo: fin da subito Chiara è tornata a stare bene, si è integrata all’asilo e ha iniziato a chiedere di un fratellino!
“Non ci sentiamo coraggiosi, come a volte ci sentiamo dire – concludono Angelo e Nadia –, quello che abbiamo vissuto è proprio un dono. I cosiddetti special need sono bambini speciali di per sé: chi vede nostra figlia non lo immaginerebbe mai!”
Informazioni e domande sull’adozione internazionale
Anche se oggi la Cina ha sospeso le adozioni internazionali, rimangono tanti Paesi nei quali molte bambine e bambini abbandonati stanno aspettando la loro famiglia.
Chiunque, coppie e single, sia interessato ad avere maggiori informazioni sull’Adozione Internazionale o a intraprendere l’iter adottivo può partecipare ai tanti webinar e corsi organizzati da Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per informazioni, contattate l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it, telefonando al numero 02988221 o utilizzando la nostra live chat. Verrai messo direttamente in comunicazione con un nostro operatore.
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