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Nell’adozione, uno più uno fa molto più di due

La storia di due genitori che adottano un primo figlio e, dopo 4 anni, anche una bambina. Sempre dalla Cina. Dando vita a una famiglia rumorosa, felice e unita più che mai!

La Cina, oggi, ha chiuso le Adozioni Internazionali, ma per intuire quanto sia il peso della politica, dietro queste decisioni, e quanto poco contino i bisogni dei bambini, basti pensare che fino a pochi anni fa proprio la Cina era uno dei Paesi dal quale avvenivano più adozioni. Difficile pensare che, oggi, tutti questi bambini bisognosi di una famiglia non esistano più…
Due di questi bambini, per fortuna, hanno fatto in tempo a incontrare i loro genitori e a venire in Italia, dove ormai da anni vivono come una felice famiglia.

Fratello e sorella

Il primo figlio si chiama Zhijan, ed è stato adottato da mamma Arianna e papà Igor quanto aveva 19 mesi. Dopo 4 anni e mezzo è stata invece la volta di Donghong, anche lei minore di due anni
Due bambini con “due caratteri opposti – racconta la mamma. Il grande è sempre stato rigoroso e diligente, amante delle regole, bravissimo a scuola; la bambina è socievole e birichina, già dalle foto il giorno dell’abbinamento si capiva che era vivace. Canta già di primo mattino, adora la musica. Insomma, la casa era più silenziosa…ma è bello vederli litigare perché poi tutto si trasforma in gioco”.

Prima i dubbi, poi… la felicità

Certo, prima di intraprendere il secondo viaggio in Cina i genitori erano preoccupati, sia “di non farcela dal punto di vista pratico, del tempo che manca…” Sia “per le possibili reazioni di Zhijian”. Invece, tutto è andato benissimo: “In fondo avevamo voglia di tornare – racconta il papà – e per il bambino, che avrebbe compiuto 6 anni in Cina, è stato bello scoprire le proprie origini e avere idea di un Paese che nemmeno lui aveva potuto conoscere”.
Dopo aver conosciuto la sorellina, è stato proprio in Cina che Zhijian ha festeggiato i suoi 6 anni, trovando fiori e cioccolato tutti per lui una volta tornati in hotel.
“È stata una festa bellissima e credo che per nostro figlio sia stata un’emozione compiere gli anni nel suo Paese d’origine. Questo viaggio ha confermato che le radici e le fondamenta della famiglia siamo noi ma abbiamo tutti potuto goderci il bello del paese dei nostri figli”.

Buono il cibo italiano, ma quei ravioli…

Tornati tutti in Italia, le cose sono proseguite molto bene, fratello e sorella hanno legato sempre di più, litigando come normale che sia e giocando insieme. Ma all’inizio è stato il cibo a unire tutta la famiglia: Zhijian, a causa della sua labiopalatoschisi, all’inizio doveva mangiare cibi morbidi e tutti si sono adeguati alla sua esigenza. “Abbiamo cambiato il modo di mangiare – dice la mamma: le lasagne e la pasta al pesto erano frullate, così tutti eravamo sullo stesso livello”.
E, poi, quando bambini e genitori vogliono “coccolarsi” un po’, si va a mangiare nella rosticceria cinese di amici, i cui figli vanno a scuola con Zhijan. E qui, finalmente, si riesce a godersi anche qualche minuto di pace e silenzio, mentre tutti sono impegnati a fare scorpacciate di ravioli!

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Anche se oggi la Cina ha sospeso le adozioni internazionali, rimangono tanti Paesi nei quali molte bambine e bambini abbandonati stanno aspettando la loro famiglia.
Chiunque, coppie e single, sia interessato ad avere maggiori informazioni sull’Adozione Internazionale o a intraprendere l’iter adottivo può partecipare ai tanti webinar e corsi organizzati da Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per informazioni, contattate l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it, telefonando al numero 02988221 o utilizzando la nostra live chat. Verrai messo direttamente in comunicazione con un nostro operatore.

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