Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Adozione Internazionale: “Sarei andata a prendere mio figlio anche a piedi”

Paola e Roberto hanno affrontato con determinazione il lungo cammino per diventare genitori di Nikolaj, compiendo 5 viaggi nel Paese d’origine prima di poter tornare a casa, finalmente come una famiglia unita!

La storia di “testimonianza” che raccontiamo oggi risale a qualche tempo fa, quando ancora la Russia era un Paese aperto alle adozioni internazionali. Era, comunque, un Paese che richiedeva alle coppie un impegno non indifferente, essendo necessari tre viaggi per completare la procedura prima di poter tornare a casa con proprio figlio.
Più che il livello pratico di un periodo di vita “sempre con la valigia in mano”, le difficoltà maggiori erano quelle emotive di chi può finalmente andare a trovare il proprio figlio ma sa anche che, seppur temporaneamente, deve poi lasciarlo. Per questo, Paola e Roberto, i genitori di Nikolaj, preferirono fare due viaggi in più, andando in Russia per ben 5 volte: “Sarei andata anche a piedi a prendere Nikolaj” premette mamma Paola – “E abbiamo preferito fare qualche viaggio in più per poter vedere nostro figlio e rassicurarlo che tutto si sarebbe concluso presto e saremmo tornati a casa tutti insieme”.
Fortunatamente, questo impegno è stato anche sostenuto dalla disponibilità dell’orfanotrofio che ospitava Nikolaj e che ha permesso ai due genitori di parlare con lui una o due volte a settimana.

Preparazione e determinazione

I momenti difficili, naturalmente, non sono mancati, ma più forte è sempre stata la determinazione di Paola e Roberto: “Abbiamo frequentato molti corsi anche durante i tempi di attesa e sono stati molto utili, anche per la possibilità di restare in contatto con molte famiglie – dicono. Abbiamo capito che tutto quello che abbiamo passato è servito per incontrare Nikolaj, e questo ci basta”.
Così, finalmente, alla vigilia di Natale, la famiglia, unita, ha potuto tornare in Italia: “È stato bello perché abbiamo trascorso il giorno di Natale solo noi tre – racconta Roberto – declinando ogni invito. Avevamo bisogno di tranquillità. L’albero di Natale era pronto, ma abbiamo messo le luci insieme a Nikolaj, abbiamo aperto i regali, abbiamo fatto cose semplici”.

L’ingresso a scuola

Poi, dopo un primo mese di adattamento, è arrivato il momento di entrare a scuola, ma anche lì le cose sono andate bene: “Il primo giorno di scuola era molto emozionato – racconta la mamma – ma l’accoglienza calda della classe e dei compagni ha alleggerito ogni tensione. La maestra è stata molto brava a preparare la classe al suo arrivo e quindi tutti i bambini erano ansiosi di conoscere nostro figlio”.
Paola e Roberto sono entusiasti della loro nuova vita da genitori e si godono l’amore di Nikolaj: “Un bambino affettuoso, con una pazienza infinita verso i bambini piccoli: si fa fare di tutto da loro!”. Del resto, la vita gli ha insegnato la pazienza, la determinazione, la speranza: “Nostro figlio vive in istituto da quando ha sei anni e prima di incontrarci ne ha cambiati alcuni”concludono mamma e papà.
Ogni tanto Nikolaj racconta episodi del suo passato, ma ormai, gli occhi sono ben puntati verso un futuro tutto da costruire.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento