Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Imparare a dire “famiglia”: il miracolo quotidiano di un’adozione

Dalla bocca cucita alla prima parola condivisa. Il racconto di due genitori adottivi

“Rui aveva la bocca cucita, ora comincia a sillabare ‘fa-mi-glia’.” Una frase semplice, ma carica di emozione, che riassume il miracolo silenzioso e potente dell’adozione. Walter e Pieranna raccontano così l’inizio della loro avventura con Rui, arrivato dalla Cina a due anni, durante la Pasqua del 2015.
Il loro percorso è partito dalla provincia di Cuneo, con un viaggio carico di aspettative e timori fino a Xi’An, dove ad attenderli c’era un piccolo che presto avrebbe cambiato le loro vite. Dopo poche ore, Rui si è fidato di quei due volti nuovi: niente gite, racconta sorridendo Walter, “preferiva giocare con noi, stare in hotel, vicino”. Un primo segnale di attaccamento, rispettato con amore e pazienza.
“Ogni giorno che passa ci si conosce sempre di più, reciprocamente” raccontava qualche anno fa Pieranna. Rui è cresciuto, ha imparato e pian piano ha preso a parlare.
All’inizio era silenzioso, ma con il tempo ha cominciato a esplorare l’italiano, ma più di ogni altra cosa, ha iniziato a capire il significato più profondo della parola famiglia. Si è legato ai nonni, e divideva il lettone con mamma e papà e mostrava ogni giorno quanto aveva bisogno di entrambi.
“Non bisogna mai demordere, qualsiasi cosa succeda durante il percorso verso l’adozione, ogni fatica vi verrà ripagata, possiamo assicurarvelo”  è l’invito di Walter.
Una storia che ci ricorda che ogni bambino, indipendentemente dal Paese d’origine, è una possibilità d’amore. E che l’adozione, con tutte le sue sfide, può essere un viaggio straordinario verso qualcosa di davvero grande: diventare famiglia.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento