Il racconto di un’adozione dalla Russia, quando ancora si poteva. Perché “adottare può essere complicato, ma sono solo dettagli “tecnici” rispetto a qualcosa di ben più grande: un figlio!”
Oggi sembra una cosa lontanissima, ma c’è stato un tempo, non così distante, in cui l’adozione internazionale dalla Russia era possibile e funzionava bene, dando la possibilità a molti bambini e bambine di quel Paese di rinascere figli in tante famiglie accoglienti di ogni parte del mondo.
La nascita di una nuova famiglia
La sanno bene Enzo ed Emanuela, che nel 2015 hanno adottato, dalla Russia, Vladimir, ragazzino che poco dopo essere arrivato in Italia festeggiò i suoi 10 anni. Una festa bellissima, durante la quale, soffiando sulle candeline, il bambino “soffiò via”, idealmente, il suo passato in internato, come lui stesso definiva il periodo di 4 anni e mezzo passati nell’orfanotrofio di Volgograd.
Da quel compleanno in poi, tutto, per lui, è stato uno scoperta: il mare e la spiaggia, prima di tutto, ma anche lo sport, il cibo italiano e, soprattutto, l’amore della sua famiglia, compresa l’unica nonna a cui subito si è legato tantissimo.
Il fatto di essere stato adottato già piuttosto grande ha permesso a Vladimir di fare facilmente un confronto tra la vita di prima e quella “nuova”. “Sa capire – racconta mamma Emanuela – arriva alle sue conclusioni e noi quasi non dobbiamo spiegargli nulla. Per lui è tutto chiaro, il passato, il presente… e nella difficoltà riusciamo a parlare di quanto accaduto e di come adesso la vita è già diversa. È un bambino che esprime serenità e questo gratifica molto”.
Quando è arrivato in Italia, Vladimir frequentava la quarta elementare: “Per quanto non sia proprio un amante dello studio, è un fenomeno in matematica – dice la mamma. Ma sopra ogni cosa, preferisce lo sport”. Calcio, ma anche nuoto.
Tornando alla questione cibo, invece: “Adora la pasta al pomodoro e la pizza margherita. Ma per la sua dieta ho dovuto introdurre un cibo nuovo a settimana”.Un esempio che fa capire come occorra rispettare i tempi dei bambini, anche quando si è a tavola.
L’incontro con Vladimir
La nuova famiglia, immersa nel presente, vive momenti frenetici in cui tutto sta cambiando, ma per arrivare a questo il percorso non è stato semplicissimo. Inizialmente la coppia era stata abbinata alla Siberia, infatti, ma la regione aveva interrotto le adozioni per un periodo e, così, erano stati ri-abbinati alla regione di Volgograd. “Diciamo sempre alle famiglie – ricordano oggi: “Non mollate mai, anche se vi capitasse come a noi di dover rifare da capo tutto il dossier dei documenti e attendere ancora. Vostro figlio c’è, magari è solo da un’altra parte”.
Poi, finalmente, è arrivato il primo incontro, che Emanuela ed Enzo ricordano in maniera indelebile: “Eravamo nell’istituto in cui lui viveva. È entrato di corsa e si è levato il cappello. Aveva uno sguardo freddo ma curioso – ricorda Emanuela. Ho visto subito quei due meravigliosi occhi verdi e mi è venuto spontaneo guardare mio marito e dirgli: ma è proprio lui?!?. Lui ci osservava curioso facendo capire che voleva dare il meglio di sé. È comunque sempre stato molto caro”.
Dopo il primo viaggio, come richiedeva la procedura, sono passati sei mesi in cui i contatti con Vladimir sono stati costanti, con una telefonata a settimana, su permesso dell’istituto: “Chiamavamo la domenica e con poche parole di russo e italiano cercavamo di comunicare – dice Enzo. Era importante confermare ogni settimana questo appuntamento, ha aiutato Vladimir ad avere fiducia”. Per tutte queste telefonate, il bambino chiamava i genitori “Enzo e Emanuela”, ma in occasione del secondo viaggio in Russia, quando finalmente era pronto un aereo per tornare tutti insieme a Roma: “Vladimir è corso incontro a mio marito saltandogli in braccio e chiamandoci mamma e papà”.
La famiglia è entusiasta dell’esperienza adottiva: “Saremo anche stati fortunati, ma al di là del tecnicismo e della burocrazia ci sentiamo di consigliare a tutti di adottare. Certo ci sono ansie, paure, aspettative, ma sono tutti dettagli tecnici di qualcosa di ben più grande, un figlio”.
Chiunque fosse interessato ad approfondire la conoscenza dell’Adozione Internazionale, può trovare tutte le informazioni sulla pagina dedicata del sito di Ai.Bi. oppure mandare una mail ad adozioni@aibi.it
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