“Non pensavamo che accadesse così. Eravamo lì per sistemare le ultime formalità e d’un tratto la direttrice ci ha chiesto se volessimo incontrarli. Quando la porta si è aperta, ci siamo trovati di fronte i nostri figli”
Sono arrivati come un soffio di vento, spalancando inaspettatamente la porta dell’orfanotrofio. Così Giorgio e Antonella, una coppia della provincia di Pisa, descrivono l’ingresso di Aliona e Kirill nella loro vita, qualche anno fa.
Quell’incontro inatteso fu il primo passo di un viaggio straordinario, culminato con il ritorno in Italia insieme ai loro due figli.
Aliona aveva undici anni e un aspetto dolce ma già maturo, e Kirill, di dieci anni, aveva un’aria vivace. Entrambi hanno subito conquistato il cuore di Giorgio e Antonella.
“Non pensavamo che accadesse così,” racconta Giorgio, commosso. Dopo varie procedure, il destino aveva aperto le porte e, in un attimo, i due bambini si sono ritrovati davanti ai loro nuovi genitori. “Eravamo lì per sistemare le ultime formalità e d’un tratto la direttrice ci ha chiesto se volessimo incontrarli. Quando la porta si è aperta, ci siamo trovati di fronte i nostri figli.”
Un legame che supera le barriere
Aliona e Kirill, che vivevano in istituto da tre anni, hanno subito mostrato affetto, stabilendo un legame che ha superato le barriere linguistiche. “Ci siamo capiti immediatamente,” racconta Antonella, aggiungendo che in pochi giorni i bambini hanno iniziato a parlare in italiano.
La storia dei fratellini ha toccato profondamente i coniugi, che non hanno esitato quando è stato loro proposto l’abbinamento. Dopo tentativi falliti di adozione nazionale, i bambini sono stati inseriti nel circuito internazionale, ed è così che Antonella e Giorgio li hanno incontrati. “Ci avevano parlato dell’iperattività di Kirill, che poi non si è manifestata. È solo un bimbo con tanti vissuti alle spalle,” spiegano.
Durante il secondo viaggio, la coppia ha festeggiato il compleanno di Giorgio e partecipato a una recita in istituto per la festa della donna. “È stato bello condividere quei momenti e capire cosa facevano i nostri figli.”
I caratteri dei due bambini
Aliona e Kirill hanno poi vissuto in Toscana, costruendo una nuova quotidianità. Giorgio e Antonella raccontano come i due avevano caratteri molto diversi: Kirill era cocciuto e aveva bisogno di tempo per stemperare la rabbia e i ricordi. La scuola aveva inserito un moderatore linguistico per agevolarne l’inserimento. La sera, il bambino cercava il conforto di mamma e papà per addormentarsi serenamente.
Aliona, più grande di un anno, era più matura e già abituata ad assumersi responsabilità. In istituto, le bambine più grandi imparavano a lavorare a maglia o a svolgere compiti domestici, tanto che all’inizio non sapeva nemmeno giocare. Un’estate, per offrirle momenti di spensieratezza, Giorgio e Antonella l’avevano iscritta, insieme al fratello, a un campo estivo.
Un percorso di amore
Ripensando al percorso adottivo, marito e moglie si sentono fortunati: “Abbiamo vissuto tutto con pazienza e senza imprevisti,” dice Antonella. Nonostante le inevitabili paure, la coppia rifarebbe ogni passo: “Davanti a questi bimbi ti chiedi ‘ce la farò?’, e la risposta è sì.”
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