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“Mi chiamo Anna, Antonella, Luca, Cecilia, Emma e Lulù!”

Una coppia di genitori, con due figlie e una gatta. Sembra il quadretto perfetto… Invece, non era completo finché non è arrivata Anna. Adottata dalla Cina e inseritasi come se fosse stata lì da sempre

Antonella, Luca, Cecilia, Emma e Lulù. Cinque nomi, rispettivamente di mamma, papà, sorelle e la gatta, che compongono il quadro di una bella famiglia!
Cosa volere di più? Questa, per lo meno, è la banale domanda che tanti potrebbero farsi, immaginando di guardare una classica foto di famiglia con questi soggetti. E se anche i pensieri non fossero proprio questi, possiamo scommettere che ben pochi (forse nessuno?) penserebbe che, per completare il quadro… ci vorrebbe un’adozione!
Invece, mamma Antonella e papà Luca la pensavano diversamente, perché “prima ancora di sposarci avevamo pensato all’adozione – raccontano – e abbiamo sempre considerato questa possibilità come qualcosa di altrettanto naturale”.
E la prova incontrovertibile, i due coniugi l’hanno avuta una volta arrivati a Xi’An per incontrare Anna: “Quando l’ho vista – dice Antonella – è stato emozionante come quando ho visto per la prima volta in ospedale le mie figlie naturali. Anna è stato un regalo come lo è un figlio biologico. Oggi ancor di più posso dire, guardando le nostre figlie: sono tre sorelle, questo è il dono”.

Un’adozione per completare la famiglia

Il desiderio di adottare è rimasto nel profondo della coppia anche a distanza di anni e, una volta diventate grandicelle, anche le prime due figli hanno cominciato a chiedere con insistenza un fratellino o una sorellina.“Così, io e mio marito siamo tornati a sentire il desiderio di adottare. Sapevamo che questa volta il terzo figlio sarebbe arrivato in aereo!”
Poi, quando è arrivata la telefonata dalla sede Ai.Bi. di Torino per proporre l’abbinamento, la famiglia ha scoperto che si sarebbe trattato di una sorellina, inserita nella lista “spacial needs”, perché affetta da labiopalatoschisi.
“Ma Anna è speciale e basta – rassicura Antonella. Per noi questo aspetto non è mai stato un problema. Nel suo caso era rimasto un piccolo buco nel palato, problema che, alcuni mesi dopo il ritorno in Italia, è stato risolto con un intervento chirurgico. A chi avesse qualche timore ci sentiamo di dire che sono difficoltà facilmente superabili”.
La famiglia ricorda ancora con gioia e un pizzico di nostalgia il viaggio in Cina, compiuto quando questi erano ancora possibili senza troppe difficoltà, prima del Covid: “Un’esperienza bellissima, così come l’incontro. Anna ha mostrato un attaccamento immediato per le sorelle mentre all’inizio quasi non potevo avvicinarmi. Poi, arrivati a Pechino, il rapporto è subito migliorato come se durante la prima settimana Anna avesse osservato le dinamiche tra noi!”
Poi, al ritorno in Italia, le cose sono proseguite come succede tra sorelle: con tanti giochi, piccole gelosie, litigate… e un legame fortissimo: “Come se Anna fosse con noi da sempre” – conclude Antonella: “Ha compreso così nel profondo il senso della famiglia, che alle maestre dell’asilo che le chiedevano come si chiamasse, ha risposto: sono Anna, Antonella, Luca, Cecilia, Emma e Lulù!”.
E adesso la foto di famiglia è davvero perfetta!

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni a su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
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