Anna Maria e Sebastiano sapevano che la bambina loro abbinata aveva dei “bisogni sanitari speciali”, ma quando la situazione della piccola Giorgia è stata presentata nel dettaglio hanno semplicemente risposto: “Tutto qui?!”. E sono partiti per andare a prenderla
“Tutto qui?”
È stata questa la domanda, disarmante nella sua semplicità, che gli operatori di Ai.Bi. si sono sentiti rivolgere da Anna Maria e Sebastiano, i due genitori arrivati in sede per conoscere, sulla carta, quella bambina che li stava già attendendo in Cina (negli anni in cui ancora i canali con il Paese asiatico erano attivi e le coppie partivano per andare a conoscere e riportare a casa i loro nuovi figli). I due sapevano che la piccola era nella lista dei bambini “con bisogni sanitari speciali”, ma nel momento in cui è stato loro spiegato che il problema principale era la quasi totale mancanza delle dita della mano destra, è arrivata la reazione di cui sopra: “Tutto qui?”.
Inutile dire che questo particolare non ha certo fermato la coppia che, insieme alla prima figlia Chiara, arrivata tramite l’adozione nazionale, è poi partita per la Cina.
La famiglia si arricchisce
E una volta lì – racconta Anna Maria – è stata proprio Chiara a rivelarsi il trait d’union tra la nuova sorellina Giorgia e i genitori: “Ha voluto essere bella per incontrare sua sorella: ha chiesto di essere pettinata con le trecce e di indossare un vestito con qualche brillantino. Lei, di solito un po’ introversa e parca nel dimostrare le sue emozioni, ha invece vissuto il momento dell’incontro come la cosa più naturale di questo mondo. A parte i primi minuti di ‘terrore’, poco dopo ci siamo messi a giocare tutti insieme”.
Il “problema” di Giorgia non è nemmeno più nominato nel ripercorrere quel magnifico cammino che, invece, si arricchisce di tanti altri particolari che raccontano davvero la bellezza dell’adozione. Come quando la famiglia, riunita, è tornata in Italia e ad accoglierla ha trovato il nonno materno, che tra la sorpresa di tutti ha esclamato: “Ecco la nipotina cinesina che aspettavo”. Può sembrare una reazione banale – ricorda Anna Maria – ma “per me è stato un miracolo. Non mi sarei mai aspettata che mio padre, sofferente dopo un ictus e spesso poco lucido, potesse esprimere così la gioia di essere diventato nuovamente nonno, aprendo la porta di casa al nostro arrivo dalla Cina”.
Insomma, se spesso di parla di adozione come di un “miracolo”, senza dubbio la storia di Anna Maria, Sebastiano, Chiara e Giorgia fa ben capire perché
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.





