Malgrado le numerose critiche, la famiglia umana resta tuttora l’istituzione dove meglio che altrove il bambino può appagare le proprie esigenze affettive e trovare sufficiente rassicurazione ai propri timori di solitudine, di abbandono, di inadeguatezza
Il bambino ha bisogno di essere desiderato e amato dalla famiglia per avere la gioia di vivere. I bambini non sopportano di vivere senza amore. Domandiamoci: si può pensare un tempo in cui i bambini saranno meno avidi di amore e di gioia? E gli uomini possono pensare a una istituzione più efficiente della famiglia per godere dell’uno e dell’altra?
Malgrado le numerose critiche, la famiglia umana resta tuttora l’istituzione dove meglio che altrove il bambino può appagare le proprie esigenze affettive e trovare sufficiente rassicurazione ai propri timori di solitudine, di abbandono, di inadeguatezza.
Famiglia come unità di base dell’evoluzione
Con Ackermann, noto studioso di problemi familiari, possiamo ritenere che la famiglia, intesa come “ambiente” di educazione e di sviluppo del bambino, è l’unità base della evoluzione e dell’esperienza, del successo o dello scacco, della malattia o della salute.
E il pedagogista Pestalozzi conferma la nostra convinzione con una immagine carica di viva affettuosità: “sei tu, o casa paterna, il fondamento di ogni pura educazione dell’umanità” E all’umanità degli “anni verdi” così tanto importanti per la migliore maturazione della personalità non occorrono tanti discorsi e intenzioni di individui specializzati, ma persone equilibrate, che sanno convivere in spirito di amore e di solidarietà con i più amabili di essa.
Naturalmente la famiglia, in modo speciale oggi, non può essere vista come un nucleo isolato
I rapporti tra famiglie e famiglie e, meglio ancora, tra famiglie e comunità, sono più che mai preziosi e insostituibili, anche in una società di molteplici attrattive, con strutture ricreative rapportabili al gusto di tutti come la nostra.
L’attenzione ai bisogni degli altri
Ancora una volta il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano, ci viene in aiuto a precisare la direzione giusta dei nostri pensieri e progetti circa la nuova famiglia. Non potete, dice ai genitori, vivere da soli le vostre grandi responsabilità, ma dovete avvalervi della collaborazione di altre realtà educative… confrontarvi con altre coppie e famiglie. Ovviamente continua il Cardinale, si tratta di “famiglie aperte” attente ai bisogni degli altri, capaci di ospitalità e di accoglienza, disposte a forme di adozione e di affido, impegnate in associazioni, cooperative, comunità di sostegno, di recupero, di solidarietà” (meditazione alle famiglie 1989).
Di tali famiglie ha bisogno l’umanità di oggi e di tutti i tempi; in queste famiglie aperte desiderano nascere e crescere i nostri bambini e i bambini di tutto il mondo.
(Don Carlo Grammatica)
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