Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Come avere il giusto rapporto con i Santi?

Una riflessione sulla venerazione che i fedeli dovrebbero avere verso i Santi, “mezzi” privilegiati per “infiammare la mente e il cuore di grandi desideri” e arrivare ad amare, onorare e adorare sempre più Dio

Adorazione; devozione; venerazione. Questi tre atteggiamenti sono tutti fondamentali all’interno della vita spirituale e, anche se al primo impatto possono sembrare molto simili tra loro, in realtà contengono delle differenze importanti che Don Giuseppe Mariano Roggia, docente emerito di pedagogia vocazionale presso l’Università Pontificia Salesiana, ha ben spiegato in un dossier pubblicato sul sito unitineldono.it, concentrandosi in particolar modo sulla venerazione, “chiave per avere il giusto rapporto con i santi”.

Se il culto dei santi fa perdere di vista l’autenticità della vera fede

La riflessione di Don Giuseppe parte dalla considerazione storica di come il culto dei Santi sia nato già nelle prime comunità cristiane al tempo delle persecuzioni. I primi gruppi di cristiani si trovavano attorno alle tombe dei primi martiri per celebrare l’Eucarestia e cercavano di poter essere sepolti lì vicino. Da qui la crescita della consapevolezza sull’importanza di queste figure.
Inevitabilmente, come sempre capita, insieme alla “devozione fiduciosa che la figura degli Angeli e dei Santi presentava”, crebbero anche delle manifestazioni devozionali tali da finire per mettere in secondo piano la figura stessa di Dio.
È anche per questo motivo che nell’ottavo secolo l’impero bizantino in Oriente arrivò a vietare la venerazione delle raffigurazione dei santi. In Occidente, invece, il culto crebbe, anche con manifestazioni che finirono per offuscare l’autenticità della vera fede e, in parte, contribuirono alla crisi protestante del XVI secolo.
Anche oggi ci sono alcuni fedeli che eccedono nelle loro manifestazioni di devozione verso i Santi, ma, all’opposto, c’è anche chi, proprio in contrapposizione a questo atteggiamento, ostenta disinteresse per le figure dei Santi “con la pretesa di porsi da soli in contatto con Dio”.
Evidentemente, è la conclusione di Don Roggia: “all’interno del popolo cristiano circola una non chiarezza nelle manifestazioni di fede e della religiosità, con estremi riprovevoli da una parte e dall’altra”
Da qui la necessità di fare un po’ di chiarezza “sul posto che i Santi occupano nella vita della Chiesa”.

Adorazione, devozione e venerazione

Per farlo, Don Roggia torna ai tre atteggiamenti citati inizialmente, spiegandone il significato.
Innanzitutto l’Adorazione, che è “l’atteggiamento fondamentale che ci relaziona esclusivamente con Dio, di fronte al quale riconosciamo tutta la nostra piccolezza e dipendenza, il nostro bisogno”.
C’è poi la Devozione, che non va intesa come ciò che racchiude in sé tutte le preghiere e le attenzioni riservate ai Santi, ma come “l’insieme della vita spirituale stessa, vita animata dallo Spirito Santo e da cui deriva poi il nostro rapporto con Dio”.
La Venerazione, infine, è “il nostro modo di onorare gli Angeli e i Santi attraverso immagini, icone, oggetti… riconoscendo la loro presenza accanto a noi e come aiuto e accompagnamento nell’avvicinarsi in modo autentico a Dio”. Questo passaggio, dunque, ribadisce come la venerazione non debba mai essere confusa con l’adorazione, che va riservata a Dio soltanto, ma sia un mezzo che i fedeli hanno a disposizione per “dire che siamo in bella compagnia con la Chiesa celeste degli Angeli e dei Santi”.
La venerazione dei Santi è ciò che ci consente di “infiammare la mente e il cuore di grandi desideri”; è come ammirare un bel quadro che ci porta a chiedersi chi sia l’artista che lo ha dipinto, e nel caso dei santi, va da sé, l’artista è Dio. Per questo “venerando un Santo, necessariamente dobbiamo arrivare ad amare, onorare e adorare sempre più Dio e non a metterlo “in concorrenza”.
I Santi sono le figure che possono spronarci, più di ogni altra, a percorrere a nostra volta la “strada della devozione vera, intercedendo per noi presso Dio, “avvalorando di fede e di amore le nostre povere preghiere!”. Noi, infatti, come affermava S. Bernardo: “Non chiediamo le grazie ai Santi, ma chiediamo ai Santi di intercedere per noi presso il Signore, perché di conceda ciò di cui abbiamo bisogno”.
Ed ecco, allora, la conclusione di Giuseppe Mariano Roggia: “La cosa più importante… è che noi guardiamo sovente ai Santi e ci affidiamo a loro per essere stimolati a camminare con grande impegno nella nostra vita cristiana, per diventare a nostra volta santi, se non da nicchia almeno della porta accanto”.

[fonte: unitineldono.it]

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento