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Adozione e affido in Amoris Laetitia (4)

Il contributo dell’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco che assicura identità e dignità anche ecclesiale all’accoglienza familiare adottiva e affidataria.

Prosegue la rilettura del cammino sinodale che ha preparato l’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco e la ricognizione del testo di Amoris Laetitia, rintracciando i punti che assicurano identità e dignità anche ecclesiale all’accoglienza familiare adottiva e affidataria. Un percorso che viene proposto in cinque tappe (la prima tappa del percorso è disponibile QUI; la seconda QUI; la terza QUI).

L’infanzia abbandonata o abusata

Papa Francesco in Amoris Laetitia, accogliendo e integrando il cammino sinodale, è riuscito ad esprimere una Chiesa che dalla famiglia impara una grammatica delle relazioni che rende capaci di essere testimoni di quel volto di Dio che è Trinità, amore tra persone e non certo solitudine e abbandono. Infatti, riprende la sensibilità e la consapevolezza del dramma vissuto dall’infanzia che vive l’esperienza dell’abbandono quando non dell’abuso.
Nel secondo capitolo dedicato alla realtà e alle sfide delle famiglie, la situazione contemporanea non è presentata senza ricordare la drammatica crescita del cosiddetto “fenomeno dei bambini di strada” oltre a considerare come l’abuso sessuale dei bambini sia “ancora più scandaloso quando avviene in luoghi dove essi devono essere protetti, particolarmente nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità e istituzioni cristiane” (cf n. 45). Inoltre, sono note anche le gravi conseguenze in caso di frattura delle relazioni familiari, di famiglie distrutte, con figli sradicati e bambini orfani di genitori vivi (cf n. 51).

Le particolari fecondità dell’adozione e dell’affido

Quando Papa Francesco nel terzo capitolo sviluppa il tema della missione della famiglia, ricorda come i Padri sinodali abbiano affermato che «non è difficile constatare il diffondersi di una mentalità che riduce la generazione della vita a una variabile della progettazione individuale o di coppia». Ciononostante l’insegnamento della Chiesa aiuta a vivere in maniera armoniosa e consapevole la comunione tra i coniugi, in tutte le sue dimensioni, insieme alla responsabilità generativa; in questo orizzonte Papa Francesco indica la scelta dell’adozione e dell’affido quale esperienza in grado di esprimere una particolare fecondità dell’esperienza coniugale (cf n. 82).

Nessun sacrificio sarà troppo grande pur di evitare che un bambino pensi di essere uno sbaglio

È nel cuore dell’Esortazione, il quinto capitolo dedicato all’amore che diventa fecondo, che ritroviamo alcuni dei più significativi passaggi dedicati da Papa Francesco al tema dell’accoglienza adottiva e affidataria non senza aver chiaramente posto un chiaro quesito: “che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti? (cf n. 166).
Il Santo Padre, consapevole di come tanti bambini siano rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro, ritiene vergognoso che qualcuno osi dire, quasi per giustificarsi, che sia stato un errore farli venire al mondo. Per Papa Francesco “quando si tratta dei bambini che vengono al mondo, nessun sacrificio degli adulti sarà giudicato troppo costoso o troppo grande, pur di evitare che un bambino pensi di essere uno sbaglio, di non valere niente e di essere abbandonato alle ferite della vita e alla prepotenza degli uomini”.

Rispettare la dignità dei bambini

Sviluppando il paragrafo dedicato all’amore di madre e di padre, Papa Francesco richiama come ogni bambino abbia il diritto di ricevere l’amore di una madre e di un padre, entrambi necessari per la sua maturazione integra e armoniosa e che rispettare la dignità di un bambino significa affermare la sua necessità e il suo diritto naturale ad avere una madre e un padre. I genitori, uomo e donna, padre e madre, sono cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti, mostrando ai figli il volto materno e il volto paterno del Signore (cf n. 172), la medesima chiamata e missione dei genitori adottivi chiamati ad essere cooperatori di Dio Salvatore. Papa Francesco è peraltro consapevole di come il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani sia più profondo di quanto si pensi (cf n. 173).

(4 – continua)

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