Il contributo de La Pietra Scartata e di Ai.Bi. Amici dei Bambini per assicurare identità e dignità anche ecclesiale per l’accoglienza familiare adottiva e affidataria.
Prosegue la rilettura del cammino sinodale che ha preparato l’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, rintracciando i contributi di Ai.Bi. Amici dei Bambini e de La Pietra Scartata che hanno concorso ad assicurare identità e dignità anche ecclesiale all’accoglienza familiare adottiva e affidataria. Un percorso che viene proposto in cinque tappe (la prima tappa del percorso è disponibile QUI; la seconda QUI).
L’adozione quale forma di autentico apostolato familiare
Con il testo della Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco (24 ottobre 2015), i padri sinodali, al termine della XIV Assemblea generale ordinaria, hanno sintetizzato diverse sfide e prospettive pastorali sulla famiglia confermando uno specifico punto – il n. 65 qui di seguito riportato – dedicato all’accoglienza adottiva e affidataria:
L’adozione di bambini, orfani e abbandonati, accolti come propri figli, nello spirito della fede assume la forma di un autentico apostolato familiare (cf. AA, 11), più volte richiamato e incoraggiato dal Magistero (cf. FC, 41; EV, 93).
La scelta dell’adozione e dell’affido esprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, al di là dei casi in cui è dolorosamente segnata dalla sterilità. Tale scelta è segno eloquente dell’accoglienza generativa, testimonianza della fede e compimento dell’amore. Essa restituisce reciproca dignità ad un legame interrotto: agli sposi che non hanno figli e a figli che non hanno genitori.
Vanno perciò sostenute tutte le iniziative volte a rendere più agevoli le procedure di adozione. Il traffico di bambini fra Paesi e Continenti va impedito con opportuni interventi legislativi e controlli degli Stati.
La continuità della relazione generativa ed educativa ha come fondamento necessario la differenza sessuale di uomo e donna, così come la procreazione.
A fronte di quelle situazioni in cui il figlio è preteso a qualsiasi costo, come diritto del proprio completamento, l’adozione e l’affido rettamente intesi mostrano un aspetto importante della genitorialità e della figliolanza, in quanto aiutano a riconoscere che i figli, sia naturali sia adottivi o affidati, sono altro da sé ed occorre accoglierli, amarli, prendersene cura e non solo metterli al mondo.
L’interesse prevalente del bambino dovrebbe sempre ispirare le decisioni sull’adozione e l’affido. Come ha ricordato Papa Francesco, «i bambini hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma» (Udienza ai Partecipanti al Colloquio internazionale sulla complementarità tra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, 17 novembre 2014). Nondimeno, la Chiesa deve proclamare che, laddove è possibile, i bambini hanno diritto a crescere nella loro famiglia natale con il maggior sostegno possibile.
Il percorso sinodale – Relatio Synodi (ottobre 2014), Instrumentum Laboris (maggio 2015), Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco (ottobre 2015) – ha successivamente trovato sintetica e puntuale ripresa nell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia, in particolare nei punti dedicati a questa peculiare forma di apostolato e di fecondità (n. 82; n. 166; nn. 172-173; nn. 178-180), esperienze in cui sia La Pietra Scartata che Ai.Bi. Amici dei Bambini hanno potuto riconoscere quel carisma che caratterizza il proprio servizio e le presenze nel tessuto civile e nella comunità ecclesiale.
Grazie al percorso del cammino sinodale, con esplicito riferimento anche ai documenti elaborati dai padri sinodali, Papa Francesco ha portato a maturazione il proprio pensiero circa alcune sfide e prospettive pastorali in grado di mostrare la bellezza della famiglia anche quando è imperfetta, segnata dalla fatica e dalle fragilità.
(3 – continua)
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