Domenica 18 ottobre (XXIX domenica del Tempo Ordinario) Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Il commento di Cristina e Fernando
Tributi e trappole
In questo brano assistiamo come i Farisei e gli erodiani si avvicinano a Gesù con falsa adulazione per tendergli una trappola. Essi lo lusingano dicendo “Maestro, sappiamo che sei veritiero”, ma sono in malafede. Gesù non si lascia ingannare e chiede la moneta del tributo, spostando l’attenzione sull’effige stampata su di essa. La moneta appartiene a Cesare perché porta la sua immagine. L’uomo, invece, porta impressa dentro di sé l’immagine di Dio.
Riconoscere l’immagine che si porta nel cuore
Il problema non sono le tasse né la politica, ma l’appartenenza del cuore. Se noi riconosciamo l’immagine di Dio in noi, viviamo le scelte quotidiane con coerenza e verità.
Non servono maschere, ma una testimonianza autentica che può trasformare la realtà.
Tutto ciò dovrebbe essere la base del nostro vivere da cristiano.
Artefici di una nuova realtà
Quando abbiamo accolto i nostri figli abbiamo trasformato quelle determinate realtà, che erano l’abbandono per loro e la sterilità per noi coppie. Durante il nostro cammino genitoriale continueremo a trasformare la realtà con il nostro esempio e la nostra testimonianza.
Testimoni di un autentico Dio
Spesso, crescendo, i nostri figli ci mettono di fronte a situazioni dove possiamo faticare a dare risposte, anche nel timore che potrebbero deluderli; pensiamo che proprio in quei momenti, quel Dio che è impresso in noi può donarci quel discernimento che ci permette di testimoniarlo con coerenza e fede, portando i nostri figli a riflettere, comprendendo che il nostro Dio si manifesta nella verità e non nel compiacimento apparente che non è Amore. Amare significa “dare”, dare nel rispetto dell’altro, restando sempre nella verità di Dio.
Cristina e Fernando Carallo
(I coniugi Carallo sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Lecce, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
(L’immagine proposta a corredo del testo è stata generata con l’intelligenza artificiale)
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