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Il dovere di sostenere “l’altro mio figlio”

È possibile cam­biare la vita di un bambino in grave difficoltà familiare? Sì. E mentre offriamo a lui questa possibilità, lentamente ma costantemente qualcosa cambia anche in noi

In quanto padre e cittadino ho il dovere di sostenere “l’altro mio figlio” e sono comunque responsabile della sua crescita, se la sua famiglia o la sua comunità non sono nelle condizioni di occuparsene. Il Sostegno a Distanza riscopre oggi, anche alla luce di tali considerazioni, la sua profonda valenza: un dovere di tutti perché rientra nelle possibilità di tutti.
E per essere vero ed efficace deve esse­re frutto di un sacrificio, di un qualcosa che mi costa, di una reale rinuncia. Inoltre, a ben guardare, non è mai qualcosa di “distante” da noi, bensì “vicino”, perché ha a che fare con la mia stessa vita, e soprattutto con il futuro dei miei figli.
La società di domani, quante volte lo abbiamo sottolineato, la stiamo costruendo oggi e dipenderà da come sapremo e vorremo educare e crescere i nostri bambini (vicini e lontani). Dopo anni e anni di lavoro, di valutazioni, di riscontri, oramai l’efficacia degli interventi di sostegno a distanza si è rivelata in tutta la sua concretez­za: con un Sostegno a Distanza possiamo veramente cam­biare la vita di un bambino!
E mentre offriamo tale possibilità, per lui, a volte, l’unica, lentamente ma costantemente qualcosa cambia anche in noi.

(Marco Griffini )

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