In molti si chiedono se Marco potrà essere, insieme a san Carlo Acutis, un altro giovane la cui vita, abitata e alimentata dall’amore di Dio, sia in grado di indicare come trasformare il mondo seguendo il Signore Risorto.
Philip Kosloski (aleteia.org) lo scorso mese di marzo ha ripreso la notizia dell’Arcidiocesi di Milano con cui veniva annunciata per il 7 marzo l’apertura della fase diocesana del Processo di beatificazione per Marco Gallo, il giovane morto nel 2011 a soli 17 anni, per un drammatico incidente stradale, dopo una significativa vita cristiana.
In questa fase iniziale dell’iter saranno raccolte testimonianze sulla vita di Marco, tracce ed esperienze che consentiranno di poter affermare che Marco abbia vissuto un’esistenza di “virtù eroiche”. Una volta completata questa fase, la causa verrà inviata al Vaticano, dove potrebbe essere dichiarato “venerabile”. Al momento Marco è conosciuto come “Servo di Dio”.
Chi era Marco Gallo?
Nato a Chiavari il 7 marzo 1994, Marco ha trascorso la prima infanzia crescendo in Liguria, in una famiglia appartenente al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione: in famiglia il cristianesimo non risulta estraneo e la fede non scivola tra le realtà superflue. Nel 1999 la famiglia Gallo si trasferisce in Lombardia dove Marco prosegue il suo percorso scolastico e il cammino di fede.
Alla sequela di Gesù
Nel 2007 Marco inizia il Liceo scientifico “Don Gnocchi” a Carate Brianza, dove diventa un punto di riferimento per gli amici: li coinvolge in attività per l’aiuto scolastico e in momenti di compagnia agli anziani disabili dell’Istituto don Orione di Seregno. Marco dichiara con semplicità a tutti che seguire Gesù è la fonte della vera felicità. Dal 2008 frequenta la Scuola di Comunità di GS, ulteriore esperienza che incoraggia il giovane Marco ad alimentare la propria vita cristiana con la meditazione del Vangelo e con un’intensa partecipazione ai sacramenti.
Quella frase sul muro
Nel 2009 la famiglia si trasferisce a Monza. Il 5 novembre 2011, mentre si reca a scuola, Marco viene investito e muore. La sera prima aveva scritto sul muro della sua camera, accanto al crocifisso: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Si tratta di un versetto del vangelo secondo Luca (Lc 24,5), che all’epoca fu interpretata come profetica. Fu di conforto per la sua famiglia e i suoi amici sapere che ora poteva vivere per sempre con Dio. Ogni anno, il 1° novembre, si ricorda Marco con un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Montallegro (Chiavari): un appuntamento cui vi partecipano moltissime persone, in modo particolare giovani, provenienti da realtà e aggregazioni ecclesiali differenti.
L’iter fino all’Editto
La vicenda e l’attenzione sulla vita e sulle scelte di fede del giovane Marco hanno incoraggiato S.E. Mons. Devasini, Vescovo di Chiavari, a costituirsi attore della causa di beatificazione e canonizzazione. Nel giugno del 2024 l’arcivescovo di Milano S.E. Mons. Delpini ha accolto il “Supplice Libello”, presentato dal Postulatore padre Andrea Mandonico. Il 2 febbraio scorso, don Marco Gianola, del Servizio diocesano per le Cause dei Santi, ha redatto l’Editto con cui «si invitano tutti i fedeli che abbiano testimonianze significative o scritti del Servo di Dio a presentarle al competente Servizio per le Cause dei Santi» della Curia Arcivescovile di Milano.
L’Arcidiocesi di Milano sta attualmente raccogliendo testimonianze da coloro che hanno incontrato e conosciuto Marco e sta esaminando i suoi scritti per valutare se sia possibile dare seguito al percorso di canonizzazione.
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