Si è positivamente concluso il percorso vocazionale per l’accoglienza familiare promosso dalla Diocesi di Torino. Al termine dell’itinerario è stato celebrato il Rito per la Benedizione delle Adozioni
Lo scorso mese di marzo si è concluso il percorso vocazionale “Desiderare un volto, diventare casa”, promosso dall’Ufficio per la pastorale familiare della Diocesi di Torino, con la celebrazione del Rito per la Benedizione delle Adozioni nella Cappella della Parrocchia San Domenico Savio di Torino, la cui cerimonia è stata presieduta da don Mario Aversano, Vicario Episcopale per la Pastorale sul territorio delle diocesi di Torino e Susa.
Il percorso si è sviluppato in 4 incontri ai quali hanno partecipato 7 famiglie adottive, 1 famiglia affidataria e 6 famiglie che stanno attraversando la stagione di discernimento.
Durante il primo incontro – “Chiamati ad accogliere, scelti per amare” – dedicato al tema “vocazione” è stata rivolta attenzione alla figura di Sansone e ascoltata le testimonianza di una coppia di genitori adottivi e affidatari che ha regalato ai partecipanti la loro bellissima esperienza.
Nel secondo incontro è stato Zaccheo ad essere punto di riferimento per le riflessioni; nel corso dell’incontro la testimonianza di una donna adottata piccolissima nelle Filippine, ha offerto l’opportunità di percorrere il viaggio dell’adozione con la prospettiva del figlio.
Nel terzo incontro, accanto alla riflessione “Lasciate che i bambini vengano a me …”, è stata proposta la testimonianza di una famiglia adottiva e del loro figlio adolescente il quale ha poi regalato una bellissima rappresentazione grafica dell’adozione in cui si vede un volto di donna e la sua mano tesa nell’incontro con la piccola mano di un bimbo del quale, tuttavia, non si vede il volto perché, come ha spiegato il giovane autore, “quando si incontra un figlio nel percorso adottivo lo si deve fare senza neppure vederlo, guidati soltanto dall’amore”.
Mentre le famiglie hanno sviluppato queste diverse tematiche confrontandosi in gruppo, i figli hanno compiuto un percorso parallelo incontrando le figure bibliche di Sansone, Zaccheo e Gesù per riflettere sulla loro unicità, sulla loro ricchezza e sul dono di una famiglia “per sempre”.
La celebrazione del Rito di Benedizione è stata molto partecipata ed emozionante; don Mario Aversano ha ricordato che la narrazione della resurrezione di Lazzaro, in cui Gesù viene descritto nella sua sincera sofferenza (piange e soffre), garantisce “una presenza costante di Gesù il quale – sottolineano Maria Teresa e Sergio Bertoldo, coordinatori de La Pietra Scartata per la regione Piemonte – è con noi sempre, ci accompagna e piange con noi nei momenti di difficoltà, ma con Lui risorgiamo quando realizziamo il nostro progetto di famiglia”.
Il Rito per la benedizione delle adozioni nasce da una proposta elaborata dall’associazione La Pietra Scartata e dal movimento di famiglie Ai.Bi. Amici dei Bambini; celebrabile da ogni famiglia che desidera vivere e testimoniare nella propria comunità (parrocchia, vicariato, diocesi, …), costituisce un’occasione liturgica per condividere nella comunità pastorale o in parrocchia la bella esperienza dell’adozione vissuta secondo il senso cristiano dell’accoglienza. Certo è fondamentale e necessario il coinvolgimento e la condivisione con la Chiesa locale e il sacerdote che sarà chiamato a presiedere il Rito, così come è caldamente suggerito un incontro o un cammino di preparazione alla celebrazione per le famiglie coinvolte.
Per sostenere e accompagnare la preparazione e organizzazione della celebrazione, è possibile prendere contatto con l’associazione La Pietra Scartata.
Per approfondire l’identità del Rito segnaliamo il fascicolo n. 7 della rivista “Lemà sabactàni?” specificatamente dedicata ad illustrare origini, senso e prospettive del Rito per la benedizione delle adozioni; infine, visitando la sezione “segni della fede” del sito potrete trovare alcuni articoli dedicati alle celebrazioni proposte a Milano, Bologna, Venezia, Torino, Assisi e Barletta.
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