Il biblista Davide Pezzoni rilegge il Libro di Isaia disegnando un percorso che prova a illuminare la comprensione dell’esperienza dell’abbandono suggerendone un possibile senso
La rivista “Lemà sabactàni?” nel 2009 inaugurava col fascicolo n. 3 l’itinerario del proprio programma editoriale, un percorso che muoveva i suoi passi approcciando in prima istanza l’esperienza dell’abbandono subìto, patito, ovvero quell’esperienza dell’abbandono osservata dalla prospettiva di chi, suo malgrado, si è ritrovato in tale condizione.
In tale contesto, il biblista Davide Pezzoni col proprio contributo ha disegnato un percorso di lettura del profeta Isaia nel tentativo di illuminare la comprensione dell’esperienza dell’abbandono suggerendone un possibile senso. Israele vive la drammaticità della perdita della libertà, della terra della promessa e si sente tradito dal Signore che si era rivelato come l’Emmanuele. Ma l’abbandono patito non lascia indifferente proprio quel Dio che per primo ha vissuto l’esperienza dell’essere abbandonato: dall’uomo che aveva creato e da Israele che aveva generato come popolo.
La parola critica di Isaia – evidenzia Pezzoni – si mitiga così in annuncio di speranza, perché Dio non cessa di aver cura di chi si è allontanato da Lui: se una madre si dimentica del proprio figlio, il Dio di Israele non può dimenticarsi della sua identità e dei figli che ha generato. Susciterà allora “nuovi padri e madri”, dono di grazia riconoscibile anche oggi nel carisma della sterilità feconda.
Gianmario Fogliazza
Questo il programma delle sei tappe in cui si articola la pubblicazione on line del contributo di Davide Pezzoni:
tappa 1 – Si dimentica forse una donna del proprio figlio? (Is 49,15)
tappa 2 – Il testo del profeta Isaia
tappa 3 – Isaia, figlio di Amoz (Is 1,1)
tappa 4 – Hai dimenticato la Legge del tuo Dio, ecco io dimenticherò i tuoi figli (Os 4,6)
tappa 5 – Dice Sion: “Il Signore mi ha abbandonata, il Signore si è dimenticato di me…” (Is 49,14)
tappa 6 – Nessuno ti chiamerà più abbandonata (Is 62,4)
Per una completa ed organica lettura del contributo di Davide Pezzoni, ricalibrato per esigenze redazionali in questa occasione, suggeriamo l’acquisto del fascicolo n. 3 della rivista.
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