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Andrea Bocelli. 30 anni di musica e fede

Il famoso cantante italiano ha sempre messo la fede al primo posto, sia come uomo sia come artista. Alla luce dei suoi 30 anni di carriera ribadisce come questa “luce” abbia sempre illuminato e orientato le sue scelte

Andrea Bocelli è senza dubbio uno degli artisti italiani più noti al mondo, protagonista ormai di 30 anni di carriera festeggiati con un tour mondiale e diverse iniziative.
Ma al di là del talento e del successo, il cantante si distingue anche per la sua fede, di cui ha parlato in una recente intervista ripresa dal sito Aleteia. Qui, ringraziando per quanto vissuto, Bocelli ha sottolineato come la fede sia sempre stata una “luce guida”.

Un cammino illuminato dalla fede

D’altronde, Andrea ha iniziato a cantare proprio in chiesa, da ragazzo, e fin da allora ha sempre considerato la sua voce come un dono di Dio. Bocelli ha descritto la sua fede come un “dono inestimabile” che ha influenzato ogni sua scelta, perché – ha detto: “Credo che avere fede significhi credere nel potere del bene e, a ogni bivio, scegliere la strada che conduce a esso”.
In quest’ottica, la musica diventa come un ponte tra la terra e il cielo, tanto che Bocelli ammette di vivere l’interpretazione di un canto sacro come una preghiera.

Cantare per il Papa

Per un uomo così di fede, è naturale che le esibizioni avvenute alla presenza del Papa siano particolarmente significative. Bocelli ha avuto l’onore di cantare per San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV, provando ogni volta una “profonda commozione” e vivendo alcuni dei momenti “più emozionanti” della sua vita. Anche perché alcune esibizioni sono avvenute in momenti eccezionali come all’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia nel 2015, oppure a quello di Dublino nel 2018.
Un ricordo particolare il cantante lo riserva a San Giovanni Paolo II, che una volta gli posò una mano sulla spalla “come un padre”, commovendolo profondamente con quel gesto.
Per Papa Leone XIV, invece, Andrea si è esibito insieme al figlio Matteo, caricando di ulteriore significato un momento che porta sempre con sé un’eccezionale “sacralità”.

La fede al primo posto

Ma la fede di Bocelli va ben al di là di queste esibizioni. Il cantante, ponendosi in decisa antitesi agli stereotipi degli artisti di fame, ribadisce come la fede sia “al centro di ciò che sono come persona e come artista”. Questo nonostante in gioventù ci fu un periodo di allontanamento. Da giovane adulto, infatti, una volta “di fronte al bivio della vita”, riconsiderò la sua scelta e riabbracciò la fede cattolica con passione e con convinzione, tanto da arrivare ad affermare che “Senza una prospettiva eterna, il successo mondano suonerebbe vuoto”.
Un atteggiamento che senza dubbio colpisce, per una star di fama mondiale, ma che viene ribadito nelle scelte che quotidianamente Bocelli compie, come cercare momenti di raccoglimento e di silenzio anche mentre è in giro per il mondo per qualche tour. Non è raro – riporta ancora l’articolo di Aleteia – che “Bocelli preghi con la sua famiglia prima dei concerti o canti una veloce Ave Maria dietro le quinte: piccoli rituali che lo mantengono concentrato sul motivo per cui canta”.

Celebrare la carriera di Bocelli, allora, significa celebrare anche una vita in cui la fede ha sempre avuto un ruolo centrale, trovando una possibile coesistenza con la fama e i palcoscenici più prestigiosi del mondo.

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