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La Passione di Gesù Abbandonato: Ma, tu, Dio… ci sei? (21)

Gesù, un momento prima della sua morte, è a-teo, è senza Dio. Più in basso di così non sarebbe potuto scendere: il Figlio di Dio è ora senza Dio

Morirò, non ci sarò più, scomparirò per sempre… Ma, tu, Dio… ci sei?

Gesù sta “affrontando la morte nel più grande tormento”, completamente abbandonato, gli si sta spalancando l’inferno della disperazione “che consiste non soltanto nella perdita integrale della vita (anima e corpo), ma anche nella perdita di Dio!” (54); la negazione della speranza, la negazione dell’esistenza stessa di Dio! Gesù sulla croce, un momento prima della morte, è arrivato fin lì, a sperimentare la “non esistenza di Dio”. Gesù, in questo esatto momento, è a-teo(55), è senza Dio. Più in basso di così non sarebbe potuto scendere: il Figlio di Dio è ora senza Dio!(56)

  • (54) G. Rossé, Il grido di Gesù…, op. cit., p. 125.
  • (55) «Gli estremi abissi della libertà che si oppone a Dio si spalancano allorché Dio, nella sua libertà amorosa, decide di scendere chenoticamente nel gran smarrimento del mondo. Con questa discesa, egli scopre gli abissi di questa libertà: per se medesimo, quando intende esperimentare l’abbandono di Dio; per il mondo, che soltanto adesso può pienamente misurare (…) la dimensione di quella libertà che egli può adoperare contro Dio. (…) Ora è diventato possibile, per la prima volta, un vero, cosciente ateismo, che prima non poteva realmente esistere mancando un vero e proprio concetto di Dio» (H.U. Von Balthasar, Solo l’amore è credibile, op. cit., p. 93).
  • (56) Gesù, nel suo abbandono, è il Dio dei senza Dio» (G. Rossé, il grido di Gesù…, op. cit., p. 137). Significativo e illuminante il passaggio di P.N. Evdokimov (La teologia ortodossa di fronte all’ateismo, in Aa.Vv., l’ateismo contemporaneo, Torino 1969, p.360): «Nel suo limite estremo, l’ateismo è “l’uccisione del Padre”, spezza il cordone ombelicale che ricollega l’uomo con l’al di là, col Trascendente, rompe il legame con l’Abisso paterno e si colloca nella sua “assenza”. Il “sudore di sangue” del Cristo, la sua angoscia indicibile che esplode nel grido: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” è una terribile consumazione del silenzio del Padre, del suo abbandono del Figlio. Nessun uomo potrebbe sopravvivere a questo silenzio: esso non è offerto che al Figlio. L’unico Uomo “abbandonato al posto di tutti gli atei” è il Figlio Unigenito. Egli passa per la porta del grande silenzio, carico del peccato di ogni ateo».

(21 continua)
Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace

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