Ora non più figlio di Dio, il Messia tanto atteso, Gesù non sa dare un significato alla sua esistenza e alla sua sofferenza. “Perché ho vissuto? Per che cosa muoio se non sono Tuo Figlio?”
Non rispondi? Non rispondi nemmeno ora! Eppure io ti sto dando la mia vita! Sto morendo per te. Perché ho creduto e lottato per te!
Nel suo cuore, arato da una mente non più presente, ristagnano incomprensione, sconforto, delusione, tradimento, amarezza, strazio, sconfitta… angoscia… È il vuoto dell’abbandono, la porta d’ingresso alla disperazione; Gesù entra nella solitudine della solitudine: l’esperienza dell’assenza di Dio.(48) In quel tremendo grido si “agita” la non accettazione del suo destino, un tentativo non più celato di ribellione: Gesù è un uomo che ha sempre creduto di essere nel giusto, di aver speso la vita nel difendere i poveri, gli umili, i derelitti. Di stare, insomma, “dalla parte di Dio”. Viene, viceversa, messo a morte come un bestemmiatore, uno che è contro Dio, contro la legge data da Dio.(49)
Ora non più figlio di Dio, non più il Salvatore dell’umanità, il Messia tanto atteso, non sa dare un significato alla sua esistenza e alla sua sofferenza. “Perché ho vissuto? Per che cosa muoio se non sono Tuo Figlio?”. (50)
- (48) Moltmann, Il Dio crocifisso, op. cit., p. 177, invece, per descrivere analogo sentimento di sofferenza della perdita di Dio, della sua assenza o lontananza, utilizza l’espressione “tormento dei tormenti”.
- (49) Ibidem, op. cit., p. 152. «Col suo agire Gesù si pose sovranamente al di sopra dei limiti della concezione della legge, e col rimettere i peccati dimostrò il diritto escatologico della grazia di Dio ai senza legge e ai suoi trasgressori. Superò quindi la separazione legalistica tra religioso e profano, giusto e ingiusto, pio e peccatore. Manifestò Dio in modo diverso da quello con cui lo intendevano la legge e la tradizione e dal come lo percepivano i custodi della legge»
- (50) C. Lubich, Il Grido, Roma 2000, p. 40, risponde, quasi a voler anticipare a Gesù, morente sulla croce, la finalità del suo destino: «Per farci figli di Dio si privava del sentimento d’essere Lui stesso figlio di Dio”
(19 continua)
Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace“
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