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La Passione di Gesù Abbandonato: “Papà, ti prego, non lasciarmi morire senza un tuo segno” (15)

Dio non può fallire! Com’è possibile? Gli si manifesta, penetrante, una crudele realtà: il suo piano di salvezza non coincideva con quello di Dio. Anzi, forse non è mai esistito un piano di salvezza!

Padre, papà, paparino, ti prego… Non lasciarmi morire senza un tuo segno… Papà, non mi rispondi? No… non… sono tuo… Figlio! Se io lo fossi veramente non mi lasceresti qui; così solo, in questo momento

L’angoscia di Gesù sta raggiungendo il suo apice: Dio non può fallire! Com’è possibile? Gli si manifesta, penetrante, una crudele realtà: il suo piano di salvezza non coincideva con quello di Dio (41), anzi forse non è mai esistito un piano di salvezza!
E forse… non è mai esistito un figlio di Dio (42)! Chi ha detto, chi ha confermato che lui è il Figlio di Dio? Si racconta che, a volte, un attimo prima della morte, come in un rapidissimo film, si riesca a scorrere gli episodi più significativi di un’intera vita. Gesù, sulla croce, in quell’attimo, passa in rassegna gli avvenimenti della sua vita e li considera da un’altra prospettiva: la vicenda di un uomo che, negli ultimi anni della sua esistenza, ha lottato, contro tutto e tutti per affermare i valori del suo “ideale” di giustizia. Un uomo che ha sempre creduto di essere il figlio di Dio!

  • (41) «La cosa più tremenda era proprio che Cristo non si trovava oggettivamente nella situazione di chi muore per gli altri, ma nella situazione del criminale legalmente condannato e che muore per il proprio delitto, anzi nella situazione di chi ha violato la legge di Dio ed è, per questo motivo, eliminato dal popolo di Dio e maledetto da Dio» (A. Vanhoye, Commento alla lettera ai Galati, Roma 1980, p. 97). «(…) La sua esecuzione è la conseguenza cui doveva inevitabilmente condurlo il conflitto con la legge» (J. Moltmann, Il Dio crocifisso, op. cit., p. 156).
  • (42) «Gesù Cristo (…) storicamente, vede fallire completamente ciò che ha predicato. Lo dico con un termine provocatorio: egli sperimenta, in sé e per sé, la “morte di Dio”. In sé: perché è il Figlio di Dio (Dio-Figlio) che muore tragicamente. Per sé: perché il Padre lo lascia morire così» (P. Coda, Il Cristo Crocifisso e abbandonato in S. Muratore, Futuro del cosmo – futuro dell’uomo, Padova 1997, p. 206).

(15 continua)
Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace

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