Gesù sta morendo per niente! Il suo compito di salvezza è fallito; è fallito come “Salvatore”. Ma il Padre sta ancora in silenzio: non si fa sentire
Papà, muoio, e tu ancora … non ci sei! Non vedo più niente: c’è solo buio intorno a me. No, non voglio scendere dalla croce. Ho accettato di morire, perché questa è la tua volontà. È l’unico modo – mi hai detto – per salvare l’uomo. Papà, io ti ho creduto! È per questo che mi hai mandato e io l’ho accettato. Te lo confermo, anche adesso, con le ultime forze che mi rimangono.
Ti credo, Papà. Voglio però che tu mi dica che non ho fallito; che la mia morte servirà a qualcosa, che non sarà inutile; voglio che tu mi dica che non muoio… per niente.
Perché il Padre lo lascia solo? Gesù, in questo momento, si scopre “tradito” anche dal Padre: non ha più nessuno a cui rivolgersi; solo, sconfitto, inutile: anche il Padre lo ha lasciato! Sta morendo, ma per che cosa? Per chi? L’angoscia spalanca, con violenza, la porta a un atroce, nuovo sentimento: il fallimento. Sta morendo per niente! Il suo compito di salvezza è fallito; è fallito come “Salvatore”(37). Ma il Padre sta ancora in silenzio: non si fa sentire. “Quel Dio, dunque, che Gesù chiamava Padre e con il quale si sentiva unito in modo del tutto particolare, ora tace. Il Figlio prova il vuoto della sua assenza, perde la gioia della sua presenza”(38). Dov’è ora il Padre? Con chi sta? “Mediante chi e per quali vie stava affermando il suo Regno?”(39). Gesù sente fallire la sua opera; le promesse fatte, gli insegnamenti, la sua testimonianza, la sua parola… “La sofferenza di Gesù non è soltanto la sua propria. Essa è quella di tutti coloro che hanno sperato nella sua parola”(40)
- (37) «Insomma, la morte di Gesù lascia per il momento soltanto l’impressione del totale fallimento. La liberazione è mancata» (D. Dormeyer, Der Sinn des Leideng Jesu, Stuttgart 1979, p. 87).
- (38) A. Pelli, op. cit., p. 120.
- (39) «Dov’era? Stava con quei suoi sacerdoti o con il figlio suo “nel quale si era compiaciuto”?» (G. Giavini, op. cit., p.14).
- (40) C. Duquoc, Christologie. Essai dogmatique, Paris 1972, vol. II , p. 43.
(14 continua)
Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace“
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