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La teologia di fronte all’esperienza adottiva: un cammino di spiritualità (introduzione)

Ogni persona ritrova l’origine e la sua identità nella condizione di figlio di Dio, ma per vivere da figlio è chiamata a rinascere spiritualmente. Le famiglie che vivono cristianamente l’accoglienza di un bambino abbandonato hanno la singolare possibilità di generare nuova vita e figliolanza divina

Nel fascicolo n. 2 della rivista “Lemà sabactàni?”, veniva affrontata la necessità di tratteggiare il profilo del contributo della teologia a fronte dell’accoglienza adottiva quale esperienza vissuta, meditata e condotta alla consapevolezza riflessa, nonché animata dal desiderio di proiettare su di essa lo sguardo della vicenda vissuta da Gesù: una comprensione dell’adozione alla luce del Vangelo affinché abitando lo specifico luogo descritto dalla dialettica abbandono-accoglienza, la fede in Gesù possa essere consapevolmente vissuta e testimoniata.
Se nel primo fascicolo della rivista (Lemà sabactàni? n. 1) risultano proposte le tre prime prospettive teologichesistematica (A. Cozzi, L’esperienza adottiva nuovo luogo per la teologia, pp. 53-72), morale (M. Chiodi, Il profilo antropologico ed etico dell’adozione, pp. 73-92) e biblica (D. Pezzoni, Abbandono e accoglienza alla luce della Bibbia, pp. 93-106) – nel secondo numero possiamo trovare i contributi della teologia spirituale e della teologia pastorale.

La famiglia che accoglie come luogo propizio di figliolanza divina

Il contributo di Antonella Fraccaro (Discepole del Vangelo) che qui proponiamo – La qualità spirituale dell’esperienza adottiva – illustra come la qualificazione cristiana dell’accoglienza adottiva richieda il confronto con le condizioni principali di un’esperienza vissuta secondo lo stile di Gesù Cristo.
Ogni persona ritrova l’origine e la sua identità nella condizione di figlio di Dio, ma per vivere da figlio è chiamata a rinascere spiritualmente. Le famiglie che vivono cristianamente l’accoglienza di un bambino abbandonato hanno la singolare possibilità di generare nuova vita e figliolanza divina.
La condizione di abbandono di un bambino non è mai, secondo la logica di Dio, una situazione definitiva, perché ogni suo atto è un’espressione d’amore. Se l’abbandono provoca una temporanea “perdita di vita”, questa condizione può essere opportunamente vissuta nella prospettiva di amore del Padre e partecipando alle sofferenze del Figlio, donato e abbandonato per amore.
La famiglia che accoglie un bambino abbandonato, oltre ad essere per lui una nuova famiglia, può diventare luogo propizio di figliolanza divina e, per ciascun familiare, condizione di vita secondo lo Spirito, per essere “coeredi di Cristo” e primizie della definitiva adozione a figli (Rm 8,23).

Le tappe del percorso

Questo il programma in cui si articola la pubblicazione on line, in quindici tappe, del contributo di Antonella Fraccaro:
tappa 1 – La teologia spirituale, una disciplina che si fa carico del vissuto dell’uomo.
tappa 2 – Le condizioni per qualificare come “spirituale” un’esperienza: il cristiano come colui che vive secondo criteri “spirituali”.
tappa 3 – Le caratteristiche che qualificano una vita come “spirituale”.
tappa 4 – La vita spirituale secondo le virtù teologali.
tappa 5 – La nostra origine e condizione di figli: tutti voi infatti siete figli di Dio (Gal 3,26).
tappa 6 – Una generazione narra all’altra le tue opere (Sal 145,4).
tappa 7 – Il compito dei genitori adottivi di generare vita nel figlio.
tappa 8 – L’atto di abbandono di un figlio secondo la logica di Dio: la rilettura dell’abbandono alla luce dell’amore di Dio.
tappa 9 – La “perdita di vita” nel bambino abbandonato.
tappa 10 – Accogliere un bambino come figlio di Dio: il bambino e la Parola di Dio.
tappa 11 – Se la Parola di Dio diventa bambino.
tappa 12 – Il “guadagno di vita” nel bambino adottato.
tappa 13 – Il bambino ha bisogno di sperare nella vita.
tappa 14 – L’adozione a figli come vita secondo lo Spirito.
tappa 15 – Far rinascere il figlio a vita nuova.

Per una completa ed organica lettura del contributo di Antonella Fraccaro, ricalibrato per esigenze redazionali in questa occasione, suggeriamo l’acquisto del fascicolo n. 2 della rivista.

Gianmario Fogliazza

 

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