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La formazione etica di chi accompagna le coppie all’accoglienza di un minore abbandonato

I formatori non devono solo essere eccellenti professionisti, ma anche persone forte­mente motivate e disponibili a mettersi in gioco, testimoniando la coerenza dei valori professiona­li con le proprie scelte personali

Occorre dedicare una  particolare cura alla formazione dei formatori destinati ad accompagnare una coppia all’accoglienza di un minore in difficoltà familiare tramite l’adozione o l’affido. È necessario definire delle linee programmatiche di una vera e propria “for­mazione etica”.
“I bambini in difficoltà familiare si ritrovano loro malgrado a essere oggetto di scelta, spo­gliati di sogni e desideri, privati di diritti, ‘ultimi’ in tutti i sensi. Il formatore deve essere la loro voce.
Una formazione che non si fermi solo a una acquisizione ‘tecnica’ delle procedure e che coinvolga aspetti etici e volontari, non è sufficiente. I formatori, nelle loro specifiche competenze, non devono solo essere degli eccellenti professionisti, capaci di mettere in campo strumenti e metodologie moderne e qualificate per affrontare diverse problematicità, ma anche persone forte­mente motivate e disponibili a mettersi in gioco incessan­temente, testimoniando la coerenza dei valori professiona­li con le proprie scelte personali.
Il formatore che non è capace di mettere in pratica nella propria vita, nella sfera della propria intimità, i valori di tolleranza e di solidarietà, che non riconosce in chiunque abbia dinanzi un essere unico e irripetibile, difficilmente saprà parlare di valori di accoglienza. Perché il suo stile non potrà essere quello del testimone, ma solo del “competente’, del professionista.
Occorre quindi che i formatori abbiano una prepara­zione specifica che richiami costantemente anche gli aspetti morali, ideali, valoriali. È una “formazione” etica perché proprio a questa sfera appartiene.
Garantire questa formazione etica ai formatori, perché poi venga offerta alle famiglie e alle persone che vengono a contatto con loro, significa riconoscere e tutelare sino in fondo la storia, i sogni, i bisogni, in una parola l’unicità di ogni bam­bino”.

(Luca Chiaramella)

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