“I frutti della fatica si raccolgono e adesso Pablo sembra un’altra persona: dolce e con grandi potenziali”. Dall’adozione all’integrazione: la storia di un bambino cileno accolto in Italia
Una mattina, Pablo entra nella palestra di una scuola in provincia di Reggio Emilia. Fa qualche palleggio, schiva un paio di bambini, tira dando le spalle… canestro! Ovazione dei compagni: Pablo, sei dei nostri!
Così Pablo, 10 anni dal Cile, adottato da Francesca e Roberto, è stato accolto dai nuovi compagni. Un ingresso “spettacolare”, frutto di un’idea della sua insegnante. Francesca ricorda quei primi giorni difficili: “Sembrava rifiutare l’Italia, la sua lingua, la nuova realtà”. La maestra suggerì di portare Pablo a scuola durante l’ora di ginnastica. “È stato un successo!”
Pablo ama lo sport e stare in compagnia. “Sapevo che voleva stare con altri bambini e gli piaceva il calcio. Così l’ho iscritto in una squadra di ragazzini”, racconta Francesca. Gli applausi dei compagni hanno colmato il vuoto lasciato dal calore cileno. Pablo è di Arica, città dell’eterna primavera, dove ha incontrato Francesca e Roberto nel 2014.
Il viaggio non è stato facile: “Pablo faticava a lasciare il suo Paese. Utilizzava i compiti come occasione per entrare in lotta con noi. Addirittura per provocarci parlava sempre in spagnolo in casa, mentre a scuola si faceva capire in italiano”.
La formazione di una famiglia
Con tempo e amore, la famiglia ha preso forma. “I frutti della fatica si raccolgono – dice Francesca – e adesso Pablo sembra un’altra persona: dolce e con grandi potenziali”. La scuola ha avuto un ruolo fondamentale, nonostante i consigli degli psicologi di posticipare l’ingresso scolastico. “Non potevamo tenerlo in casa tutto il giorno. Così, dopo il successo della ginnastica, Pablo ci ha chiesto di restare in classe”.
L’adozione di un bambino più grande non è una missione impossibile. Francesca e Roberto consigliano alle famiglie di vivere l’esperienza con pazienza. “Siamo innamorati di Pablo, anche se abbiamo passato giorni difficili. Abbiamo messo in campo energie, fiducia e pazienza. Ora sappiamo che la sua adozione è un cammino da scoprire insieme”.
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