Il 4 luglio si festeggia il Beato Pier Giorgio Frassati, giovane morto a 24 anni dopo una vita spesa al servizio di Dio e del prossimo. Ecco 7 ragioni per le quali le famiglie dovrebbero conoscere questa figura
Il 4 luglio è una giornata speciale. In tutto il mondo. Il motivo più conosciuto da tutti è che in quella data si festeggia il Giorno dell’Indipendenza negli Stati Uniti, ma per i cattolici il 4 luglio cade la festa di un beato forse meno conosciuto ma la cui storia andrebbe divulgata e diffusa di più, specie tra le famiglie. Stiamo parlando del Beato Pier Giorgio Frassati, morto nel 1925 all’età di 24 anni.
Il sito Aleteia.org ha pubblicato un articolo in cui riporta 7 ragioni per il quale la storia di questa figura andrebbe conosciuta da tutti.
Una vita dedicata agli altri
La prima ragione è che Pier Giorgio era totalmente dedicato ad aiutare gli altri.
In un momento in cui i giovani sembrano diventare sempre più egoisti e pensare a loro stessi, Frassati era totalmente impegnato nel prendersi cura degli altri. E lo era a tal punto che, nonostante fosse malato di poliomelite, non parlò della sua situazione alla famiglia che era già preoccupata e impegnata nella cura della nonna morente. Solo nelle ultime ore di vita la famiglia si rese conto di quanto in realtà fosse malato.
Seconda ragione è che si mantenne sempre attivo. Anche in questo caso il contrasto con i giovani di oggi che passano tanto tempo davanti agli schermi di telefoni e pc viene immediato. Pier Giorgio, invece, amava sciare, fare escursioni… Ogni giorno si alzava di buon mattino per sfruttare al massimo tutta la giornata.
Terza ragione è il suo amore per la risata, ma mai a spese degli altri. Pier Giorgio, infatti, era un ragazzo noto per la sua voglia di divertirsi e di fare scherzi, ma senza che questo potesse mai arrivare a ferire gli altri. Anche durante i ritiri, scherzava con i preti e ne copriva i difetti, portando sempre gioia in ogni occasione e, attraverso questo, aiutando ad approfondire le amicizie e diffondere la gioia di vivere.
Quarta ragione è che Frassati faceva tutto con passione, sia che si trattasse di ottenere il permesso di ricevere la Comunione tutti i giorni (cosa non facile in quegli anni), sia che dovesse manifestare, naturalmente in maniera pacifica, in favore della giustizia sociale o dovesse donare le sua scarpe per aiutare i poveri.
Scegliere sempre la strada meno battuta
Quinta ragione è che Frassati non ha mai scelto la via più facile. Lui avrebbe potuto scegliere di seguire la ricca carriera nel business dei media della sua famiglia, invece scelse di percorrere la strada del servizio verso i poveri e di studiare per diventare un minatore, ritenendo di poter servire meglio Cristo stando tra i minatori.
La sesta ragione è che rispettava i suoi genitori, sempre. Un esempio è la vicenda di quanto Pier Giorgio si innamorò di una ragazza, ma rinunciò a portare avanti una relazione con lei quando i suoi genitori si sentirono male assortiti a causa del loro diverso background sociale.
L’ultimo motivo è che Frassati fece sempre tutte le cose senza clamore. Quanto è lontano il suo esempio da quello dei figli che, di fronte ai genitori, riportano l’elenco di tutte le faccende domestiche che hanno svolto per far notare quanto abbiano lavorato. Pier Giorgio, invece, non fece mai nulla di tutto ciò e, anzi, la sua famiglia si stupì quando vide l’affluenza delle persone al suo funerale: un fiume di gente che si riversava nelle strade piangendo questo giovane uomo di fede che sapeva divertirsi, era energico e dedicò la sua breve vita a servire Dio e il prossimo.
[fonte: aleteia.org;
fonte foto: Wikimedia Commons]
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