Fidarsi di un “padre” che non si conosce: ecco la fede vera e semplice del bambino, che abbandonato dalla sua mamma crede ancora nell’amore di un’altra mamma
Ormai la riflessione di Marco Griffini, “il mistero e la grazia della sterilità feconda, è arrivata allo snodo focale: la scoperta della grazia! Una scoperta, però, che non può essere una semplice constatazione, perché troppe sono le domande che suscita e troppe le resistenze che incontra, anche non dette. D’altra parte, come si fa a pensare che un figlio già nato possa nascere una seconda volta? Come si può pensare che la “disgraziata” sterilità possa cedere il passo a una delle più meravogliose e appaganti fecondità? Sembrerebbe impossibile, invece la risposta è molto più semplice di quanto si pensi…
La riflessione si dispiegherà in più tappe. Quella che segue è la tappa numero cinque della seconda parte.
In fondo alla pagina il link alle tappe precedenti.
Fidarsi del padre
È necessario fidarsi del progetto che il Padre ha pensato per noi.
«Tutte le donne sterili della Bibbia – Sara, Rebecca, Rachele, la moglie di Manoach, madre di Sansone, Anna, Elisabetta – sono state “premiate” dalla grazia divina a motivo della loro fede», anche se a volte ha vacillato. Il Padre non vuole eroi.
Ancora una volta ritorna la fede, ed è sempre la «solita» fede, quella del bambino abbandonato e quella del Cristo abbandonato sulla croce.
Entrambi abbandonati dal padre si affidano e si fidano nuovamente di un padre che non conoscono più. Fidarsi di un «padre» che non si conosce: ecco la fede vera e semplice del bambino, che abbandonato dalla sua mamma crede ancora nell’amore di un’altra mamma!
Ma questa fede scandalizza! Come può un bambino abbandonato, tradito, ingannato, possedere ancora tanta fiducia?
Rinascere un’altra volta
Quel bambino, per ritornare a credere, dovrebbe rinascere e ricominciare «da zero»! E com’è possibile che rinasca un bambino già nato? Per fortuna le risposte sono più semplici dei nostri ingarbugliati ragionamenti: basta saper ascoltare i bambini.
Sono le 19.40, fra un po’ è ora di cena… e la letterina di Natale dovrebbe già essere sotto il piatto… ci siamo rinchiusi in camera tutti e tre… Le idee sono troppe, le parole poche… come si potrebbero chiudere tredici anni in un foglio bianco?
Un grazie non è sufficiente, un sorriso troppo poco, un bacio tanto meno…
E, visto che le parole scritte, così come le foto, rimangono, approfittiamo di questo foglio ormai non più bianco e di questo inchiostro.
Oggi è stato bello guardare le foto e ricordare quanto siamo fortunati noi, noi famiglia…
Grazie per averci voluto nella Vostra vita, per averci dato la vita… una vita che ci era stata tolta ingiustamente.
Grazie per averci preso in braccio, per averci abbracciati, baciati.
Grazie per aver accolto e asciugato le nostre lacrime, grazie per il bacio della buona notte.
Grazie per averci trasmesso i vostri insegnamenti, i vostri pensieri.
Grazie per averci fatto sentire vivi, amati.
Grazie per il vostro amore, ma soprattutto grazie per averci chiamati figli…
Siamo i Vostri figli…!
Patricia, Amanda, Rafael
Eccola la speranza contro ogni speranza: la certezza che avverrà – «non so quando, non so come, ma so che avverrà» – e ci permetterà di scoprire finalmente la grazia di cui siamo da sempre stati circondati e la nostra «disgraziata» sterilità cederà il passo a una delle più meravigliose e appaganti fecondità. Con un atto di fede la sterilità si trasforma in fecondità ed è, ancora una volta, grazie a un semplice «sì».
Essere padre e madre in un modo differente da come ho pensato e desiderato.
(5 – seconda parte, continua)
Per approfondimenti, vedi Marco Griffini, Sterilità feconda: un cammino di grazia.
QUI per leggere la tappa 1
QUI per leggere la tappa 2
QUI per leggere la tappa 3
QUI per leggere la tappa 4
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.






